Città e Salute

L’uomo è in costante ed imprescindibile interazione con l’ambiente che lo circonda. Sempre più enormi spazi di campagna sono “divorati” dal cemento e dall’asfalto. L’ambiente urbano è un luogo complesso,che può fomentare rivalità economiche ed aumentare l’aggressività,incrementando la competitività. In città i ritmi della vita quotidiana sono frenetici,ciò porta ad un aumento delle alterazioni del sistema neurovegetativo, del ritmo sonno veglia, del tono dell’umore,alterazioni della condotta, con manifestazioni di antisocialità ed aggressività, fino ad arrivare alle alterazioni dell’identità. Si può affermare che l’ambiente urbano genera  due condizioni psicologiche ricorrenti: la mancanza di riconoscibilità e la solitudine. Quest’ultima  è originata dalla situazione alimentata dall’affollamento urbano. L’essere umano è nato per vivere immerso in una stimolazione sensoriale “naturale”, in cui colori, odori e suoni sono assai diversi da quelli offerti dalle città. Rumori, monocromatismo (prevalenza del grigio),odori sgradevoli,sostanze chimiche(inquinamento atmosferico ), affollamento e senso di costrizione produco moltissime situazioni di disadattamento. L’ambiente urbano rappresenta il luogo tipico di scollamento  tra uomo e natura, tra bisogni reali e bisogni “indotti”. Gli individui non si accorgono più degli stimoli nocivi che li circondano, la ripetizione di uno stimolo nel tempo induce assuefazione.

L’ambiente urbano genera un sovraccarico di sollecitazioni che bombardano gli individui portando all’aumento del senso dell’inefficienza mentale e fisica, questo provoca un’alterazione grave dell’equilibrio psico-fisico poiché le modificazioni neuro-endocrine possono alterare il funzionamento di organi che ne subiscono gli effetti (cosiddetti organi bersaglio). Dispepsie, gastriti, colon irritabile, dermatiti, disturbi del sonno, cefalea, disturbi dell’identità, aumento dell’antisocialità e dell’aggressività. I disturbi psicologici sono in costante aumento: ansia, nervosismo, depressione, panico, angoscia, rabbia, pessimismo esistenziale.

Il paesaggio urbano induce un aumento dello stress quotidiano senza possibilità di recupero psico-fisico. Ambienti degradati tendono a far sentire i cittadini abbandonati dalle istituzioni con un aumento del senso di anonimato, della diffidenza sociale, di tutte le forme di vandalismo e di microcriminalità. L’ambiente delle nostre città non risponde ai reali bisogni umani. Non è pensabile una modificazione che possa trasformare l’uomo in un essere adattato ad un ambiente rumoroso, nè che la fisiologia respiratoria possa  modificarsi al cambiamento di un atmosfera intrisa di petrolio bruciato. Le soluzioni possono andare soltanto nella direzione di una modificazione dell’ambiente, cercando di ricreare un contesto adatto alla conformazione psico-biologica delle’essere umano. Gradevolezza dell’ambiente, corretta alimentazione, movimento fisico e socialità devono essere i punti cardine sui quali far ruotare il nuovo modo di concepire e strutturare le nostre città, nella speranza di favorire un nuovo e migliore stile di vita.

L’essere umano è l’unico animale che distrugge l’habitat in cui vive!

Noi abbiamo bisogno della natura, la natura non ha bisogno di noi!

 

Dott. Giovanni Acampora

giovanni-acampora@virgilio.it

 

Annunci

IL CORPO E’ ENERGIA

“Nulla  si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (Lavoiser)

Il corpo umano è dotato di una grande quantità di energia che ha lo scopo di conservare al meglio il benessere psicofisico. La malattia insorge quando l’energia non è sufficiente a garantire un sistema di difesa efficiente nei confronti degli agenti patogeni, qualunque essi siano.  Conservare la salute o recuperarla significa quindi non disperdere inutilmente l’energia vitale, bensì ottimizzarla per raggiungere il massimo delle proprie potenzialità.

Il cibo, insieme con l’ossigeno, l’acqua e le emozioni, rappresenta la fonte primaria di energia e la sua funzione ideale è quella di apportare le materie prime per il ricambio, la crescita e la riparazione delle strutture del corpo e le calorie necessarie per farlo. Se le caratteristiche del cibo non corrispondono a ciò che è utile all’organismo, questo si troverà da un lato a disporre di minor energia e dall’altro a doverne sprecare una parte per difendersi da un prodotto non buono. Questo spreco di energia verrà, necessariamente, sottratto ai sistemi di difesa,conservazione o recupero della salute. Da qui la necessità di sostenere e stimolare i principi dell’alimentazione consapevole in cui siano privilegiati i cibi biodinamici, biologici derivati da una produzione che salvaguardi la salute.

Oggi, sempre di più, si capisce l’importanza non solo del cibo ma anche dello “stile di vita” come causa diretta o concausa nell’insorgenza di molte malattie. Per “stile di vita” si deve intendere la modalità che una persona mette in atto per dirigersi verso i propri obiettivi, utilizzando gli strumenti che ha a disposizione e che ritiene essenziali per esprimere la propria soggettività. Ben presto, all’interno di un nucleo sociale, questa modalità diventa nevrosi e in questa condizione sono necessari dei punti di riferimento precisi per concedersi un certo grado di stabilità.

“La mente è tutto! Tutto il resto è niente!”

Viviamo in un periodo sociale dove il materialismo è dominante, forse nessuna nazione investe sulla crescita emozionale della popolazione e i risultati sono evidentissimi nella nostra società con un aumento della prevalenza delle patologie mentali. Anche la qualità della vita della popolazione è molto bassa. La guarigione reale e completa dei nostri pazienti non può prescindere dalla “prescrizione con stile” dove per stile non si intende altro che l’attenzione allo stile di vita dei propri pazienti. Tuttavia l’azione forse più incisiva è quella di raggiungere la persona sana, non esclusivamente quella malata.

Raggiungere il sano significa fare prevenzione primaria, ovvero quella prevenzione che si impegna ad evitare l’insorgenza delle malattie. La prevenzione primaria è rappresentata da una serie di atti messi in opera da ciascuno di noi intesi come cittadini e non solo come medici, allo scopo di prevenire l’insorgenza delle malattie. Questa affermazione è tutt’altro che banale poiché l’attenzione scientifica e mediatica degli ultimi anni si è rivolta, con sempre maggiore intensità, alla fase secondaria della prevenzione, ovvero la possibilità di eseguire una diagnosi sempre più precoce. Questo intento è assolutamente nobile ma rischia di distrarre l’attenzione dalle responsabilità che ogni persona ha nei confronti di sè stesso, del proprio nucleo familiare e della società tutta.

Come vuoi vivere? Bene e a lungo o male e poco?

Dipende da te e dal rispetto per la tua salute psicofisica che è il bene più prezioso che hai.

Siamo quello che mangiamo! Ma siamo soprattutto quello che pensiamo!

 

Dottor  Giovanni  Acampora

giovanni-acampora@virgilio.it

 

 

 

Salute … nell’aria!

Oggi si parla ancora poco del rapporto salute e ambiente. Nei centri urbani la popolazione è esposta all’inalazione di miscele di agenti inquinanti atmosferici potenzialmente dannosi per la salute. L’apparato respiratorio può divenire l’organo bersaglio di una quantità innumerevole di sostanze tossiche. L’inquinamento atmosferico delle città è responsabile di significative quote di morbosità e mortalità per neoplasie, malattie respiratorie e malattie allergiche respiratorie.

Gli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute possono essere acuti e cronici.

Gli effetti acuti sono dovuti all’esposizione di breve durata (ore, giorni) ad elevate concentrazioni di inquinanti. Gli effetti cronici dell’inquinamento si manifestano dopo un’esposizione prolungata a livelli di concentrazioni anche lievi. Una parte considerevole della popolazione europea che vive in città non respira aria sana, con conseguenze gravi sulla salute. I componenti più abbondanti dell’inquinamento atmosferico nelle aree urbane sono il biossido di azoto, l’ozono ed il materiale particolato (PM). Il materiale particolato atmosferico che costituisce  la componente maggiore dell’inquinamento urbano è una miscela di particelle solide e liquide con diversa origine, dimensione e composizione. Il materiale particolato inalabile che può raggiungere le vie respiratorie inferiori viene definito come PM 10 e PM 2.5 (diametro delle particelle in micron). Il parenchima polmonare umano trattiene il PM 2,5 mentre le particelle di diametro superiore a 5 ed inferiore a 10 micron raggiungono solo le vie aeree prossimali. Il PM costituisce il più serio problema dell’inquinamento atmosferico in molte città ed esso rappresenta la componente dell’inquinamento atmosferico più consistentemente associata con effetti avversi alla salute. L’inalazione del PM è responsabile di 500.000 morti in eccesso ogni anno nel mondo.

L’inquinamento atmosferico  è un problema complesso che richiede l’azione delle autorità pubbliche a livello regionale, nazionale ed internazionale. Con la riduzione dei livelli d’inquinamento si potrebbe contribuire alla diminuzione dell’incidenza delle malattie e ad un calo dell’emissioni di gas che influiscono sui cambiamenti climatici fornendo così altri benefici sulla salute e sull’intero ecosistema.

I principali obiettivi delle politiche ambientali volte alla riduzione dell’inquinamento atmosferico sono i seguenti:

  1. sostanziale riduzione/abbattimento delle fonti d’inquinamento
  2. riduzione dell’esposizione umana mediante il controllo delle emissioni (es. variazioni nei flussi di traffico e diversa localizzazione dei poli industriali rispetto agli aggregati residenziali)
  3. ventilazione più efficiente negli ambienti  indoor

Per  ridurre i rischi della salute causati dall’inquinamento atmosferico è indispensabile un approccio multidisciplinare e multisettoriale in quanto le politiche di prevenzione coinvolgono settori diversi come quello dei trasporti, dell’edilizia, della produzione di energia e dell’industria. Tali obiettivi possono essere raggiunti attraverso interventi sia a livello individuale (limitazione del fumo, minor utilizzo di automobili e moto, uso appropriato di stufe e caminetti a legna, etc.) sia a livello collettivo (normative e sanzioni adeguate) e campagne d’informazione/educazione rivolte alla popolazione per promuovere comportamenti e stili di vita corretti e proteggere dall’esposizione le fasce di popolazione più vulnerabili.

Strategie di prevenzione

Le strategie per ridurre l’inquinamento atmosferico richiedono interventi di natura politica, ma anche i cittadini possono svolgere un ruolo importante nel percorso decisionale e dare un forte sostegno con le loro azioni quotidiane per assicurare la salvaguardia dell’ambiente e della salute.

– Ridurre i consumi energetici: è dovere di ogni cittadino imparare ad utilizzare meglio le risorse disponibili ed evitare gli sprechi, in particolare di energia e acqua. L’attenzione verso i consumi può portare a un risparmio del 30-50% di energia elettrica domestica con ricadute positive anche sull’ambiente. Ad esempio quando si acquistano elettrodomestici è opportuno scegliere quelli a minor consumo energetico. Il costo maggiore è ammortizzato dai minori consumi, con un minor inquinamento.

– Utilizzare i mezzi pubblici, la bicicletta o camminare a piedi contribuisce a ridurre l’inquinamento dell’aria e, favorendo l’attività fisica, può migliorare lo stato di salute.

– Evitare prodotti  spray.

– Raccolta differenziata.

– Ridurre le immissioni di gas tossici.

Non rispettare l’ecosistema sarà molto pericoloso per il futuro delle nuove generazioni.

Dottor Giovanni Acampora

PUBALGIA CRONICA

Se la pubalgia da traumi trova le sue cause a livello del pube ed intorno ad esso,la pubalgia cronica ci presenta un pube ”vittima” di uno schema funzionale sovvertito. Il pube non è in alcun modo la causa della pubalgia. Ogni trattamento, perciò, condotto a questo livello sarà illusorio ed effimero.
L’analisi delle catene muscolari del tronco e degli arti inferiori ci illumina sulle cause della pubalgia cronica. Le catene muscolari dirette e crociate del tronco e degli arti inferiori si concentrano sul pube e lo rinforzano, la corretta fisiologia del pube dipende dall’equilibrio funzionale di queste catene.
I muscoli “diretti” più importanti, per la patologia in esame, sono: grande retto, grande obliquo, piccolo obliquo, piramidale, adduttori, retto interno, ma anche un problema a “distanza”: lesione della spalla, caviglia che squilibra le catene muscolari può essere causa di pubalgia. Un’eccessiva tensione (es. addominali troppo sviluppati sono uno stress per il pube) in una o più catene muscolari può affaticare il tendine terminale e usurare l’anello pubico per eccessiva mobilità. Negli sport dove l’arto inferiore lavora molto in semiflessione lavora molto il quadricipite e gli ischiotibiali finiscono per avere un (ruolo) lavoro qualitativamente molto più importante. Gli ischio-tibiali in retrazione eccessiva provocano mediante il gioco delle catene muscolari dei compensi statici e dinamici sia a livello del ginocchio che dell’ala iliaca. Le conseguenze della retrazione degli ischio-tibiali è l’abbassamento delle tuberosità ischiatiche. La posteriorizzazione delle ali iliache provoca lo stiramento degli adduttori che, in tale posizione, mal sopportano un ulteriore allungamento o lavoro eccessivo. Ben presto compaiono a questo livello delle contratture e delle tendiniti.
Questa contrattura stiramento non deve essere assolutamente sciolta e distesa con tecniche manuali, fisioterapiche o chimiche. Un simile trattamento può recar sollievo al paziente per poco, ma questa distensione, questo margine di allungamento degli adduttori ottenuto artificialmente verrà recuperato dagli ischio-tibiali e dagli addominali, ponendo gli adduttori in una posizione di aggravamento. La contrattura “vittima” degli adduttori, anche se essi sono la sede del dolore, non deve far dimenticare che la causa si trova a livello delle retrazioni degli ischio-tibiali e dei grandi retti (contratture “vincenti”, quindi che non provocano dolore).
Si deve ottenere una distensione degli adduttori con un margine di allungamento ottenuto sugli ischio-tibiali ed addominali. Ulteriore danno delle tensioni in accorciamento degli ischio-tibiali e delle tensioni in allungamento degli adduttori sono la compressione della cavità cotiloidea sulla testa del femore, quindi l’avvenire di questa articolazione sarà compromesso da questo sovraccarico funzionale. La catena muscolare posteriore degli arti inferiori tende a posteriorizzare le ali iliache e raddrizzare così la colonna lombare,ciò crea un conflitto muscolare che a lungo termine provoca un eccesso di compressioni intervertebrali e discali con affaticamento lombare e dolori a sbarra.
Altro punto importante che può essere vittima di questo schema è l’articolazione sacro-iliaca.
La posteriorizzazione dell’osso iliaco e l’orizzontalizzazione del sacro crea un’apertura notevole dell’angolo sacro-ischiatico che mette a dura prova i legamenti sacro-iliaci. Non ci meravigliamo se questi pazienti presentano punti detti “sciatici”a livello dei glutei con contratture dei muscoli piramidali. La pubalgia, quindi, non è altro che l’espressione terminale di un funzionamento generale degenerato da retrazioni di alcune catene muscolari.
Gli squilibri delle tensioni muscolari provocano: la suscettibilità di questi muscoli con contrazioni, stiramenti, lacerazioni.
l’infiammazione: tendinite, la trazione del tendine sul periostio diventa eccessiva e la tendinite si prolunga in una periostite.

TERAPIA
L’intervento chirurgico s’impone nei casi avanzati. L’intervento rinforza il pube senza trattare le cause della malattia. Questi squilibri di forza nei circuiti muscolari causeranno nel tempo altre lesioni a livello del pube, a livello delle vertebre lombari, a livello muscolare, a livello delle ginocchia, a livello delle anche.
Trattamento attraverso le catene muscolari: dopo aver fatto un bilancio dei principali gruppi muscolari, lo scopo del trattamento è quello di recuperare l’allungamento di questi muscoli e di rinforzare i loro tendini ed i loro punti d’inserzione. Gli esercizi di ammorbidimento classici non possono ottenere questi scopi. La trazione periodica sulle fibre tendinee e sul periostio può solo favorire le reazioni infiammatorie con accentuazione della fragilità tissutale e della decalcificazione della trama ossea, in quanto il tempo di stiramento è troppo breve per sperare di rimodellare la guaina del muscolo.
La chiave del trattamento si trova :
1) nel lavoro isometrico;
2) nel lavoro di posture eccentriche.

Il lavoro isometrico è importante per gli aduttori, gli abduttori, per i grandi retti e per gli obliqui. Il trattamento con le posture fa seguito al trattamento isometrico,così è meglio sopportato dal paziente e facilita il recupero. I muscoli messi in tensione per alcuni minuti in maniera costante si stancano e allentano la loro eccessiva tensione,la guaina dei muscoli può essere può essere allungata ed il muscolo recupera la sua lunghezza. La costante tensione sul tendine stimola la ricostruzione del connettivo. La costante tensione sull’osso diventa un fattore di reazione germinativa del periostio con fissazione del calcio.
Se c’è una lesione articolare un trattamento unicamente miotensivo è puramente illusorio, quindi in questi casi è necessario un trattamento osteopatico: prima si effettuano i test diagnostici e poi si procede alla correzione della lesione articolare. Questo è il trattamento biomeccanico della pubalgia, per affrettare la guarigione occorre trattare il terreno:
1) Nutrizione: eliminazione dei cibi proibiti, oligoelementi, vitamine, integratori;
2) Depurazione;
3) Trattamenti omeopatici;
4) Fitoterapici;
5) Organoterapici;
6) Fiori di Bach;
7) continuare l’attività in modo blando.

Dottor Giovanni Acampora
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

LA DIETA NON ESISTE.

Nei prossimi anni più del 50% della popolazione occidentale rischia di ammalarsi di malattie metabolicamente correlate: diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperuricemia, a causa dell’eccesso di nutrienti e della loro pessima qualità. La maggior parte dei pazienti si affida ad una miriade di diete miracolose che promettono risultati strabilianti in pochi giorni e senza nessuna fatica, ultima la dieta iperproteica (uno dei fautori di questa dieta è stato radiato dall’ordine dei medici di Parigi) e l’entero – nutrizionale col sondino naso-gastrico.
Queste diete, come quelle che fanno uso di farmaci molto tossici, anfetamine, ormoni tiroidei, fibrati, si preoccupano di far dimagrire il paziente senza preoccuparsi dei danni psicologici ed organici che provocano all’organismo. La maggior parte dei pazienti, dopo queste diete, riprende tutti e anche qualcuno in più dei chili perduti.

“LA DIETA NON ESISTE”

Esiste il malato (chi è obeso è malato, e tra i più gravi, l’obesità non è solo un problema estetico) con le sue problematiche e reali e oggettive difficoltà. Questo malato va conosciuto scrupolosamente sul suo stile di vita, come, quanto e cosa mangia, dove mangia, chi cucina, cosa beve, quale valore dà al cibo, quanto e come si muove, se fuma e quanto, perché vuole dimagrire e quanto è motivato a farlo.
L’uomo è diventato un animale d’allevamento, come gli animali d’allevamento pensa solo a mangiare, sfoga tutte le sue ansie esistenziali nel cibo. Oggi il “problema” più grave è l’abbondanza di cibo e la facilità con cui si può accedere ad esso. Troppo spesso si eccede rispetto al fabbisogno energetico (che si è ridotto) e questo è dovuto in parte al progresso, che ha di molto ridotto l’impegno fisico durante il lavoro con il conseguente immagazzinamento in grasso dell’energia introdotta e non consumata.
Per dimagrire è chiaro che bisogna trovare un equilibrio tra le calorie introdotte e quelle consumate sia per il metabolismo basale che per quello “esistenziale”.
Occorre, quindi, inquadrare il paziente e studiare le sue abitudini alimentari e i suoi gusti, valutando come correggere eventuali scorretti stili di vita in maniera sempre propositiva e mai con imposizioni, ma sempre senza troppa accondiscendenza. La terapia non è solo farmacologica! Poiché l’obesità è una malattia. La dieta è una terapia che va associata anche ad un sostegno psicologico per evitare le ricadute.
Chi è obeso, sicuramente, ha vissuto e vive un periodo di crisi esistenziale, quindi la terapia non è e non può essere il solo cambiamento delle regole alimentari, bisogna associare un’attività fisica che permetterà sia di aumentare i consumi energetici che di contribuire a scaricare lo stress esistenziale e a creare una nuova immagine di sé: fisica e psicologica. E’ consigliata un’attività aerobica al 60% della soglia massimale per almeno sessanta minuti al giorno, da associare, nel tempo, però anche ad attività anaerobica alatticida per incrementare la forza muscolare ed attività anaerobica latticida per aumentare la massa muscolare.
L’aumento della massa muscolare è responsabile anche dell’aumento del metabolismo basale.
Mangiare bene e sano, fare attività fisica con intelligenza permette di arrivare ad un’età avanzata fisicamente e mentalmente giovani. L’alimentazione è come un trail: bisogna evitare d’inciampare nei cibi droga-spazzatura per non rovinarsi la salute.

Rispetta la salute, perché non hai niente di più importante da fare e lei ti ricambierà!

Dottor Giovanni Acampora
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

STRESS?……… NO STRESS!

I disturbi dell’ansia e dello stress non hanno età: prima e seconda infanzia, adolescenza, maturità. Nella prima infanzia stress e stati ansiosi sono collegati all’ambiente familiare ,nel bambino in età scolare sono frequentemente correlati oltre all’ambiente familiare, con le prove scolastiche e lo sport. Stress e stati ansiosi risultano sempre più diffusi tra gli adolescenti ed i giovani adulti per la mancanza di valori e per le incertezze sul loro futuro.

Nell’età matura,sono maggiormente colpite le donne,lo stress e l’ansia sono soprattutto legate all’attività lavorativa (eccessivo carico di responsabilità,rischio perdita del posto di lavoro,tensione lavorativa) e a tensioni familiari-sociali. Lo stress causa una reazione generale di adattamento nel nostro organismo al fine di preservare il proprio equilibrio interno. Quando gli stimoli stressanti diventano troppo forti o troppo ripetitivi la capacità di adattamento dell’organismo potrebbe venir meno rapidamente causando sintomi fisici (tensioni o dolenzia muscolare, contrazioni e tremori muscolari, cefalea muscolo -tensiva, palpitazioni, vertigini, nausea, digestione difficoltosa, crampi e bruciori allo stomaco, colite, facile affaticabilità , senso di oppressione, nodo alla gola,aumento della sudorazione), sintomi  emotivi e psicologici (nervosismo, irritabilità, agitazione, insonnia, ansia, apprensione, paure, difficolta’ di concentrazione), sintomi comportamentali (difficoltà di organizzazione, eccessivo consumo di alcool, tabacco, dolci, cioccolato, caffè, alimenti, droghe, desiderio di fuga, aggressività, iperattività, difficoltà di socializzazione).
I principali tipi di stress incriminati sono:
– stress legato alle esigenze della vita quotidiana: ritmi frenetici in famiglia, nel lavoro e nel tempo libero, tensioni  tra la vita familiare e professionale, superlavoro.
– stress professionale: disoccupazione, carico di lavoro, eccessiva responsabilità, pressioni psicologiche, conflitti nelle relazioni lavorative, competitività.
– stress sociale: ambiente urbano, famiglia.
– stress fisico: rumore, dolore, freddo, caldo, iperallenamento.
– stress legato allo stile di vita: posti non equilibrati, mancanza di riposo, abuso di stimolanti, messaggi televisivi subliminali.

Come affrontare lo stress:

Molte persone aspettano, per loro incapacità di gestire la propria mente, che lo stress passi da solo,pensando (io sono così non posso cambiare) che non ci sia molto da fare. Invece esistono tante possibilità che possono aiutare a gestirlo:
– adotta un corretto stile di vita;
– scegli un’alimentazione equilibrata e privilegia gli alimenti ricchi di magnesio (cereali, uova, legumi, pesci, frutta secca) e di vitamine del gruppo B (cereali, legumi);
– evita gli stimolanti;
– pratica costantemente un’attività fisica;
– mantieni un orario regolare per dormire;
– respira bene;
– migliora i rapporti sociali – familiari;
– fissa degli obiettivi ragionevoli, compatibili con le tue possibilità e la tua personalità.

Ma dopo tutto questo, siamo sicuri che è lo stress la causa di tutti questi problemi di salute? Come ci sentiremmo se da domani non avessimo niente di niente da fare? Può e potrebbe essere lo stress un fattore importante della nostra vita? Sì, lo stress è un fattore importante della nostra vita ci dà una carica energetica superiore per affrontare le sfide della vita(anche quella sportiva). Per prevenire gli effetti negativi dello stress, derivati dall’incapacità di essere pronti a gestire la nostra vita, bisogna imparare ad essere padroni della nostra mente.

Acquisisci queste tre convinzioni:

a) Devo cambiare. Credere che dovremmo cambiare non è sufficiente;
b) Io devo cambiare. Altri mi possono aiutare, però io sono responsabile;
c) Io posso cambiare. Io ho creato ciò che sto vivendo, quindi io posso cambiarlo.

LA MENTE E’ TUTTO! TUTTO IL RESTO E’NIENTE!

Dottor Giovanni Acampora

SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

Una pianta avrà una buona crescita se le sue radici sono affondate in un ottimo terreno, le nostre radici sono i milioni di villi intestinali che ci permettono di assorbire ciò che mangiamo. Se l’ambiente in cui i villi “lavorano”è pessimo,a causa di quello che mangiamo e dei farmaci che squilibrano l’ecosistema intestinale, le conseguenze sull’organismo saranno disastrose perché assorbiremo moltissime sostanze tossiche i cui effetti si ripercuoteranno contro tutto l’organismo che sarà, quindi, indebolito a livello del sistema difensivo che non sarà capace di reagire ai numerosi attacchi interni (cellule tumorali, malattie allergiche, malattie autoimmunitarie, malattie metaboliche, ecc.) ed esterni (virus, batteri, tossine “psicologiche”, ecc.).

LA MEDICINA ATTUALE NON SI INTERESSA DELLA SALUTE MA DELLE MALATTIE!

In ambito diagnostico e terapeutico la medicina ha fatto enormi progressi ,ma la nostra società è colpita da un numero sempre maggiore di affezioni cronico-degenerative.
Come mai le malattie cronico – degenerative più gravi : tumori, cardiopatie, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, malattie gastrointestinali, bronco – pneumopatie, malattie autoimmunitarie, allergie, sindromi ansiose-depressive, malattie degenerative del sistema nervoso sono molto più frequenti nei paesi dove è più evoluto il sistema medico?
La prevenzione è diventata un’ideologia!
Piuttosto che spingere la gente a sottoporsi a visite ed esami continui per diagnosticare le malattie sarebbe giusto dare, almeno, pari impulso alla promozione della salute. Si dice ”cultura della salute”, ma si tratta di una cultura della salute malata ,in quanto la positività degli accertamenti ci dice che la malattia è già in atto.

E’ NECESSARIO UN CAMBIAMENTO DELLO STILE DI VITA!

Fa’ tanto scandalo la malasanità, lo stesso non succede con altri fenomeni, ben più gravi, che pure sono pesantemente responsabili del processo di degrado della salute: l’inquinamento ambientale e dei cibi portano all’insorgere di numerosissime malattie. E’ inutile parlare di farmaci che c’intossicano quando ogni giorno tra cibi-spazzatura, inquinamento volontario (alcool, fumo, caffè, droghe, cibo, tossine psicologiche, ecc.) ed inquinamento ambientale la salute è diventata una meteora. Il consumo di alimenti naturali, provenienti da culture biologiche e preparati al momento del consumo, è incredibilmente efficace per il nostro organismo, esso costituisce un metodo terapeutico migliore di qualsiasi altra terapia mai inventata dall’uomo per la prevenzione delle malattie.
La salute dell’uomo contemporaneo è talmente compromessa che se si vuole evitare una vera catastrofe la collettività deve farsi carico del problema dimostrando il proprio senso di maturità e di responsabilità e imparare, finalmente, che il vero problema non è quello di curare le malattie bensì di arginarne il crescente aumento gestendo il proprio corpo in modo corretto.

A COLAZIONE MANGIA DA RE!
A PRANZO MANGIA DA PRINCIPE!
A CENA MANGIA DA MENDICANTE!

Quanto tempo dedichi alla tua salute?……..  Tanto vale!!!
Come vuoi vivere? Bene a lungo o male e poco?……  DIPENDE DA COME MANGI!!!!!

Dottor Giovanni Acampora