Le origini dell’obesità

Il senso del gusto è un processo che inizia nella fase endouterina. Il gusto del salato, dell’acido e dell’amaro si sviluppa più tardivamente rispetto al sapore per il dolce. Dal punto di vista sensoriale il gusto degli alimenti si definisce attraverso tutti i sensi a cominciare dall’olfatto e dalla vista. La percezione della forma e del colore del cibo consente di pregustarlo, d’immaginarne consistenza e sapore prima ancora di portarlo in bocca. Gli aromi percepiti dall’olfatto sommati al sapore definiscono il “flavour” che è la sensazione complessa che manca quando abbiamo il raffreddore e tutti gli alimenti sembrano insipidi. Il gusto alimentare è notevolmente influenzato dalla cultura, dall’educazione e dai condizionamenti sociali ed emotivi. Il processo di apprendimento del gusto che inizia durante la gravidanza continua poi durante l’allattamento. Il gusto del latte materno varia da poppata a poppata. I bambini che sono stati allattati al seno presentano nell’infanzia minori difficoltà ad avere una dieta varia ed in particolare assumono più frutta e verdura dei bambini che sono stati allattati artificialmente.
Esistono meccanismi responsabili della determinazione del gusto:

  1. Mere exposure : quando un cibo viene ripetutamente somministrato si crea preferenza verso quel cibo.
  2. Medicine effect : preferiamo un cibo che mangiamo quando stiamo bene piuttosto che un cibo che mangiamo quando siamo malati.
  3. Flavour learnig : tra due differenti sapori ,somministrati uno con zucchero aggiunto e uno senza,vi è preferenza per il primo cibo anche se proposto senza zucchero.
  4. Flavour nutrient learning : più un cibo è ricco di energia e più è apprezzato.

I bambini hanno una particolare attrazione verso i cibi dal gusto dolce, grasso e salato mentre manifestano una forte repulsione per quelli che danno le sensazioni di amaro e astringente, quest’ultimo fatto rende difficile fare accettare loro le verdure. Dopo l’allattamento ansia e timori possono condizionare pesantemente il distacco della figura materna, favorendo la comparsa di un rapporto conflittuale col cibo. E’ importante che la madre impari a rispondere adeguatamente alle richieste del neonato prima e del bambino poi. Una madre ansiosa,insicura offre cibo in maniera indiscriminata. I bambini dopo i due anni presentano avversione per i nuovi cibi e preferenza per i cibi a loro familiari. Le preferenze alimentari sono strettamente legate all’abitudine, il più importante determinante della preferenza per un cibo è quanto questo sia familiare, i bambini infatti amano ciò che conoscono e mangiano ciò che amano. La famiglia è la prima istituzione che influenza il bambino, per tale motivo molti fattori di rischio (modificabili) per l’obesità hanno le loro radici nel contesto familiare. Nei bambini la scelta dei cibi dipende dagli adulti, i genitori filtrano e mediano le influenze e gli stimoli che giungono ai figli e giocano un ruolo fondamentale nella costruzione dell’ambiente che circonda il bambino. Le modalità di alimentazione familiare determinano quali cibi e porzioni vengono offerti,la frequenza dei pasti ed il contesto e di conseguenza influenzano preferenze per determinati cibi,abitudini e regolazione delle quantità. Nonostante le buone intenzioni i genitori attuano meccanismi alimentari associati ad effetti negativi quali l’offerta frequente di cibi graditi e ricchi di grassi o zuccheri come prima risposta allo stress del bambino e l’utilizzo del cibo per modificare un comportamento, ciò può limitare l’accettazione di una dieta varia e alterare il senso di fame e sazietà. Quando tali cibi sono disponibili i bambini scelgono e quindi mangiano maggiormente gli alimenti proibiti. Il controllo esercitato dai genitori è (ritenuto) un fattore di rischio per abitudini alimentari di cattiva qualità d obesità e l’utilizzo del cibo da parte dei genitori per modificare un comportamento sposta il cibo dal suo ruolo di saziare la fame e favorisce una problematica relazione con l’alimentazione (se fai il bravo ti do’ un dolcetto). La promessa di una ricompensa è spesso una tattica per incoraggiare il consumo nel caso in cui il bambino si opponga ma ne riduce il gradimento (se mangi i piselli vedi la televisione). L’esempio dei genitori è la più importante fonte d’informazioni per i bambini. I primi tre anni sono fondamentali per strutturare gusti,abitudini alimentari e rapporto col cibo. Le preferenze dei bambini non sono né innate né immodificabili. L’ambiente in cui il cibo viene offerto gioca un ruolo decisivo : i genitori devono evitare di usare il cibo come ricompensa. Per aumentare il gradimento di nuovi cibi un’offerta ripetuta in un contesto sociale favorevole può essere efficace.

Il futuro dei nostri figli dipende da noi genitori : obesità e malattie metabolicamente correlate sono una epidemia sociale. Quando c’è un bambino preoccupiamoci di due cose (per cominciare): la sua alimentazione e la sua serenità, poi della sua postura ed il triangolo della salute sarà completo.

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

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STRESS?……… NO STRESS!

I disturbi dell’ansia e dello stress non hanno età: prima e seconda infanzia, adolescenza, maturità. Nella prima infanzia stress e stati ansiosi sono collegati all’ambiente familiare ,nel bambino in età scolare sono frequentemente correlati oltre all’ambiente familiare, con le prove scolastiche e lo sport. Stress e stati ansiosi risultano sempre più diffusi tra gli adolescenti ed i giovani adulti per la mancanza di valori e per le incertezze sul loro futuro.

Nell’età matura,sono maggiormente colpite le donne,lo stress e l’ansia sono soprattutto legate all’attività lavorativa (eccessivo carico di responsabilità,rischio perdita del posto di lavoro,tensione lavorativa) e a tensioni familiari-sociali. Lo stress causa una reazione generale di adattamento nel nostro organismo al fine di preservare il proprio equilibrio interno. Quando gli stimoli stressanti diventano troppo forti o troppo ripetitivi la capacità di adattamento dell’organismo potrebbe venir meno rapidamente causando sintomi fisici (tensioni o dolenzia muscolare, contrazioni e tremori muscolari, cefalea muscolo -tensiva, palpitazioni, vertigini, nausea, digestione difficoltosa, crampi e bruciori allo stomaco, colite, facile affaticabilità , senso di oppressione, nodo alla gola,aumento della sudorazione), sintomi  emotivi e psicologici (nervosismo, irritabilità, agitazione, insonnia, ansia, apprensione, paure, difficolta’ di concentrazione), sintomi comportamentali (difficoltà di organizzazione, eccessivo consumo di alcool, tabacco, dolci, cioccolato, caffè, alimenti, droghe, desiderio di fuga, aggressività, iperattività, difficoltà di socializzazione).
I principali tipi di stress incriminati sono:
– stress legato alle esigenze della vita quotidiana: ritmi frenetici in famiglia, nel lavoro e nel tempo libero, tensioni  tra la vita familiare e professionale, superlavoro.
– stress professionale: disoccupazione, carico di lavoro, eccessiva responsabilità, pressioni psicologiche, conflitti nelle relazioni lavorative, competitività.
– stress sociale: ambiente urbano, famiglia.
– stress fisico: rumore, dolore, freddo, caldo, iperallenamento.
– stress legato allo stile di vita: posti non equilibrati, mancanza di riposo, abuso di stimolanti, messaggi televisivi subliminali.

Come affrontare lo stress:

Molte persone aspettano, per loro incapacità di gestire la propria mente, che lo stress passi da solo,pensando (io sono così non posso cambiare) che non ci sia molto da fare. Invece esistono tante possibilità che possono aiutare a gestirlo:
– adotta un corretto stile di vita;
– scegli un’alimentazione equilibrata e privilegia gli alimenti ricchi di magnesio (cereali, uova, legumi, pesci, frutta secca) e di vitamine del gruppo B (cereali, legumi);
– evita gli stimolanti;
– pratica costantemente un’attività fisica;
– mantieni un orario regolare per dormire;
– respira bene;
– migliora i rapporti sociali – familiari;
– fissa degli obiettivi ragionevoli, compatibili con le tue possibilità e la tua personalità.

Ma dopo tutto questo, siamo sicuri che è lo stress la causa di tutti questi problemi di salute? Come ci sentiremmo se da domani non avessimo niente di niente da fare? Può e potrebbe essere lo stress un fattore importante della nostra vita? Sì, lo stress è un fattore importante della nostra vita ci dà una carica energetica superiore per affrontare le sfide della vita(anche quella sportiva). Per prevenire gli effetti negativi dello stress, derivati dall’incapacità di essere pronti a gestire la nostra vita, bisogna imparare ad essere padroni della nostra mente.

Acquisisci queste tre convinzioni:

a) Devo cambiare. Credere che dovremmo cambiare non è sufficiente;
b) Io devo cambiare. Altri mi possono aiutare, però io sono responsabile;
c) Io posso cambiare. Io ho creato ciò che sto vivendo, quindi io posso cambiarlo.

LA MENTE E’ TUTTO! TUTTO IL RESTO E’NIENTE!

Dottor Giovanni Acampora

DECALOGO DELLA SALUTE

1)  Mantenersi snelli per tutta la vita con un indice di massa corporea (BMI), espressione del rapporto tra peso in kg ed altezza al quadrato, compreso tra 18,5 e 24,9.

2) Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni.

3) Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate.

4) Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale – biologici – integrali .

5) Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate.

6) Limitare il consumo di bevande alcoliche.

7) Limitare il consumo di sale e di cibi sotto sale.

8) Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo. Sia il cibo la tua medicina!

9) Pensieri positivi. Siamo quello che pensiamo!

10) Evitare cibi industriali ricchi di coloranti e conservanti cancerogeni.