Obesità Infantile: errori e terapia

Abbiamo una popolazione di bambini estremamente sedentari. E’ difficile che questo stile di vita non abbia un impatto rilevante sul rischio di aumentare i depositi di grasso.

Che fare? L’obesità è una malattia cronica, difficile da guarire e che si complica con numerose altre malattie metaboliche e non metaboliche che conducono a ridurre la durata della vita oltre che la qualità. E’ necessario quindi prevenirla intervenendo sin dalla prima età. A tal riguardo la tempistica è fondamentale, prima s’interviene maggiori sono le possibilità di successo.

Gli obbiettivi principali della terapia dell’obesità del bambino sono i seguenti:

  1. Ridurre/eliminare le co-morbilità.
  2. Migliorare il rapporto peso/statura, riducendo la massa adiposa.
  3. Migliorare il benessere psicofisico del piccolo paziente e la sua qualità di vita.

Perché l’intervento sia efficace è indispensabile il coinvolgimento attivo dell’intero nucleo familiare, tutti devono collaborare in modo diretto alla realizzazione del programma onde evitare il suo fallimento.

I tentativi “fai da te” oppure semplicistici attraverso il consiglio generico di svolgere attività motoria sono quasi sempre fallimentari soprattutto nel medio – lungo periodo. L’approccio al trattamento è sistematico, cognitivo – comportamentale.

I due sistemi principali per la prevenzione ed il trattamento dell’obesità del bambino sono la nutrizione e l’attività motoria.

Molti genitori chiedono al pediatra una “dieta” per il loro bambino, per farlo calare di peso. Anche molti pediatri la pensano così e consegnano la dieta ai genitori che la richiedono o la prescrivono a quelli che non la richiedono perché pensano di ottenere con la dieta il risultato sperato. Questa pratica persiste da anni, tuttavia il fallimento di questa strategia è sotto gli occhi di tutti con un tasso di obesità che invece di diminuire aumenta a dismisura. E’ necessario cambiare strategia.

Quale tattica è vincente? La risposta non è facile, basti pensare a quante diete miracolose, tecniche infallibili e pillole vengono consigliate per ottenere il fatidico calo ponderale. Diciamo che il paziente vorrebbe ottenere un risultato veloce (o meglio velocissimo), senza cambiare abitudini e preferenze. Questo è esattamente il contrario di quello che il paziente dovrà fare per ottenere un miglioramento, occorrerà cambiare abitudini e preferenze ed avere pazienza perché i tempi biologici di lisi della massa di trigliceridi accumulati sono decine di volte superiori a quelli di accumulo della stessa massa.

Il sofisticato sistema neuroendocrino di controllo dei parametri vitali dell’organismo e quindi, anche del peso e della massa adiposa, ostacola in ogni modo e attraverso numerosi e complessi meccanismi la perdita di grasso accumulato per preservare l’energia accumulata in vista di future carestie. L’unica strada è percorrere a ritroso le vie che hanno portato ad accumulare grasso in eccesso, sfruttando tecniche che eludano la capacità “automatica” dell’organismo di opporsi al calo ponderale e questo si può ottenere attraverso un’adeguata miscela di nutrienti assunti col cibo ed adeguata attività muscolare. Il corretto intervento di terapie nutrizionali prevede un percorso di educazione alimentare.

Il primo passo è la conoscenza di che cosa mangia il bambino (e i suoi familiari), quando, dove, come, quanto. E’ fortemente consigliato un diario alimentare.

Il secondo passo sarà quello di riportare la frequenza del consumo di cibo in cinque pasti giornalieri, il salto dei pasti non è consentito.

Il terzo passo è quello d’iniziare a modificare quantità e qualità dei cibi assunti nei vari pasti, aumentando la varietà degli stessi, riducendo la densità calorica dei cibi, modificando le modalità di cottura, la presentazione dei cibi nel piatto e le modalità di offerta del cibo. Gusto, tatto e olfatto, dovranno via via riadattarsi ai nuovi sapori, a nuove consistenze, a nuovi profumi, questo processo deve essere graduale e richiede competenza e pazienza da parte dell’operatore e motivazione, disponibilità e costanza da parte del bambino e della famiglia.

Dopo le regole nutrizionali veniamo alle regole per l’attività fisica.

Il muscolo scheletrico è il tessuto che ossida più nutrienti dell’intero organismo, soprattutto grassi oltre al glucosio. E’ quindi un regolatore metabolico eccezionale, purchè venga usato. Abbiamo una popolazione di bambini estremamente sedentari. Che fare? Tutti i bambini obesi o non obesi dovrebbero praticare attività motoria per almeno sessanta minuti al giorno. Se il bambino è obeso dovrà, successivamente, aumentare il tempo dedicato all’attività motoria oltre i sessanta minuti, pertanto i possibili obiettivi su cui lavorare sono i seguenti:

  1. Motivare i genitori ad uno stile di vita più attivo. L’esempio dei genitori è fondamentale.
  2. Programmare in modo preciso il tempo dedicato ad attività sedentarie(TV,computer,video giochi). Non più di due ore al giorno.
  3. Promuovere il gioco attivo, possibilmente all’aria aperta e in gruppo.
  4. Promuovere la pratica di un’attività motoria gradita al bambino, divertente e in cui l’obiettivo principale non sia la competizione, ma l’attività fisica.

Evitare gli errori più comuni:

  1. Ritardare l’inizio del trattamento in attesa di un miglioramento spontaneo alla pubertà.
  2. Non iniziare un trattamento per la paura d’indurre la comparsa di anoressia nervosa.
  3. Non misurare la circonferenza addominale.
  4. Non verificare la velocità di crescita staturale.
  5. Non trattare le co-morbilità dell’obesità.
  6. Non valutare la componente psicologica.
  7. Non dare enfasi sufficiente all’attività motoria.
  8. Non coinvolgere in modo attivo e diretto la famiglia nel percorso terapeutico.
  9. Dare la “Dieta”.

Dottor Giovanni Acampora

per info e contatti: giovanni-Acampora@virgilio.it

 

SALUTE ”INTEGRALE”

I cereali rappresentano un’importante fonte alimentare in tutto il mondo. La composizione dei cereali è del 55-71% di carboidrati,del 6-15% di proteine e dell’1-7% di lipidi. Oltre ad apportare fibre,il cereale integrale consente di assumere vitamina E, folati, vitamine del gruppo B, minerali quali potassio, zinco, magnesio, selenio, nonché un elevato numero di fotocomposti.

Le fibre, le vitamine, i minerali ed i fotocomposti sono concentrati nel germe e nella crusca, rimuovendo queste parti col processo di raffinazione industriale e consumando solo l’endosperma il cereale che ne risulta sarà impoverito dal punto di vista nutrizionale rispetto al cereale integrale.

I cereali integrali sono in grado di proteggere nei confronti dello sviluppo di malattie croniche. E’ stata dimostrata una relazione tra consumo di cereali integrali ed il rischio di neoplasie gastro-intestinali, soprattutto per il tumore del colon.

Un ruolo importante, nella prevenzione tumorale, è svolto dalle fibre mediante l’aumento della massa fecale e l’accelerato transito intestinale con conseguente diluizione del materiale fecale ed un ridotto tempo di esposizione ad eventuali sostanze tossiche presenti nelle feci.

Alcuni prodotti di fermentazione delle fibre, ad opera della flora batterica intestinale, sono inoltre in grado di interagire con le cellule regolandone il ciclo di crescita e la loro morte. La sinergia d’azione dei numerosi fotocomposti, vitamine e minerali è superiore all’azione dei singoli micronutrienti. Va infine evidenziata l’importanza di assumere i cereali integrali nella loro forma “biologica” allo scopo di ridurre al minimo l’assunzione di eventuali contaminanti presenti nel rivestimento esterno dei cereali stessi.

La salute di una pianta dipende dal terreno dove affonda le sue radici per assorbire il suo nutrimento. Le nostre “radici” sono nel nostro intestino. Lo stato di buona salute delle persone dipende dalla “salute” del nostro intestino.

Dottor Giovanni Acampora

Beati i Vegani

Da secoli si sa e si dice: ”L’uomo è ciò che mangia”. Non c’è animale più stupido, da un punto di vista alimentare, sulla faccia della Terra dell’essere umano. La conferma viene dai ripetuti scandali alimentari a cui siamo ormai abituati. Durante le festività ogni anno c’è la notizia di tonnellate di prodotti alimentari, contraffatti o scaduti, sequestrati dalle forze dell’ordine. In tutte queste occasioni i vari ministri della salute per tranquillizzare il “gregge” affermano: “Nessun allarme per la salute. E’ solo una frode alimentare, quindi tutti tranquilli, è tutto a posto!”. No signori, non è per nulla tutto a posto e personalmente non sono per niente tranquillo. Ora cercherò di spiegare il perché in parole semplici.
Beati i vegani che si pongono solo il problema dei pesticidi, facilmente risolvibile con l’utilizzo dei cibi biologici. Gli onnivori sono messi peggio. Nei prodotti preparati mangiano carne “travestita” senza sapere a quale animale appartiene. Ci sarà sicuramente un motivo fraudolento alla base di questa contraffazione, altrimenti perché nascondere il tipo di provenienza animale a chi è contento di comprare carne? I burocrati hanno sdoganato le farine animali, proprio quelle che sembrano abbiano causato la crisi della ”mucca pazza”, per nutrire animali d’allevamento.
Pensate a cosa si è arrivati per interessi economici, soprattutto delle grosse multinazionali: gli uomini hanno trasformato animali erbivori in carnivori. C’è d’aspettarsi di tutto. La speranza di un’alimentazione sana si perde quando si leggono inchieste che mettono sott’accusa tutta la catena alimentare: carne, pesce, latte e derivati e persino gli omogeneizzati per bambini. I risultati non sono incoraggianti. Cosa ci fanno mangiare senza il nostro consenso? Le varie ricerche rivelano dati allarmanti: latte di mucca e di capra con presenza di anti-infiammatori, beta-bloccanti, ormoni, antibiotici, sostanze cancerogene come l’aflotossina (ovviamente se queste sostanze sono nel latte lo sono anche nella carne di questi animali). Per quanto riguarda i pesci abbiamo il pesce al prozac (antidepressivo). Ovviamente con l’inquinamento dei mari e dei fiumi i poveri pesci sono ricchi di metalli pesanti tossici, farmaci e di tutti i veleni con cui gli esseri umani inquinano il mondo.
Lo scandalo della carne di cavallo è passato sottobanco, come tutte le cose importanti, perché è meglio mantenere la popolazione nell’ignoranza e non aprire il coperchio.
Perché nascondere la carne di cavallo come ingrediente dei prodotti alimentari? Perché la maggioranza dei cavalli sono dopati! Se nello sport assistiamo a dosi da ”cavallo” di farmaci doping per gli atleti (chiamiamoli tali), figuriamoci nei cavalli quali sono i dosaggi di farmaci (antidolorifici, cortisonici broncodilatatori, ormoni, ecc) che vengono somministrati a questi poveri animali. La vita sportiva media di ognuno di essi è brevissima, circa due/tre anni. Dove vanno a finire questi cavalli quando non corrono o saltano più? Non finiranno per caso nei macelli clandestini? Ecco che questi truffatori fanno mangiare carni non commerciabili nascoste nelle lasagne, tortellini, ravioli, carne in scatola, kebab, mortadella, salumi, ecc.
E’ l’uomo sempre ciò che mangia? Se è così, a voi la risposta di com’è.

Dottor Giovanni Acampora
Pediatra Vegetariano-Vegano
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

LA DIETA NON ESISTE.

Nei prossimi anni più del 50% della popolazione occidentale rischia di ammalarsi di malattie metabolicamente correlate: diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperuricemia, a causa dell’eccesso di nutrienti e della loro pessima qualità. La maggior parte dei pazienti si affida ad una miriade di diete miracolose che promettono risultati strabilianti in pochi giorni e senza nessuna fatica, ultima la dieta iperproteica (uno dei fautori di questa dieta è stato radiato dall’ordine dei medici di Parigi) e l’entero – nutrizionale col sondino naso-gastrico.
Queste diete, come quelle che fanno uso di farmaci molto tossici, anfetamine, ormoni tiroidei, fibrati, si preoccupano di far dimagrire il paziente senza preoccuparsi dei danni psicologici ed organici che provocano all’organismo. La maggior parte dei pazienti, dopo queste diete, riprende tutti e anche qualcuno in più dei chili perduti.

“LA DIETA NON ESISTE”

Esiste il malato (chi è obeso è malato, e tra i più gravi, l’obesità non è solo un problema estetico) con le sue problematiche e reali e oggettive difficoltà. Questo malato va conosciuto scrupolosamente sul suo stile di vita, come, quanto e cosa mangia, dove mangia, chi cucina, cosa beve, quale valore dà al cibo, quanto e come si muove, se fuma e quanto, perché vuole dimagrire e quanto è motivato a farlo.
L’uomo è diventato un animale d’allevamento, come gli animali d’allevamento pensa solo a mangiare, sfoga tutte le sue ansie esistenziali nel cibo. Oggi il “problema” più grave è l’abbondanza di cibo e la facilità con cui si può accedere ad esso. Troppo spesso si eccede rispetto al fabbisogno energetico (che si è ridotto) e questo è dovuto in parte al progresso, che ha di molto ridotto l’impegno fisico durante il lavoro con il conseguente immagazzinamento in grasso dell’energia introdotta e non consumata.
Per dimagrire è chiaro che bisogna trovare un equilibrio tra le calorie introdotte e quelle consumate sia per il metabolismo basale che per quello “esistenziale”.
Occorre, quindi, inquadrare il paziente e studiare le sue abitudini alimentari e i suoi gusti, valutando come correggere eventuali scorretti stili di vita in maniera sempre propositiva e mai con imposizioni, ma sempre senza troppa accondiscendenza. La terapia non è solo farmacologica! Poiché l’obesità è una malattia. La dieta è una terapia che va associata anche ad un sostegno psicologico per evitare le ricadute.
Chi è obeso, sicuramente, ha vissuto e vive un periodo di crisi esistenziale, quindi la terapia non è e non può essere il solo cambiamento delle regole alimentari, bisogna associare un’attività fisica che permetterà sia di aumentare i consumi energetici che di contribuire a scaricare lo stress esistenziale e a creare una nuova immagine di sé: fisica e psicologica. E’ consigliata un’attività aerobica al 60% della soglia massimale per almeno sessanta minuti al giorno, da associare, nel tempo, però anche ad attività anaerobica alatticida per incrementare la forza muscolare ed attività anaerobica latticida per aumentare la massa muscolare.
L’aumento della massa muscolare è responsabile anche dell’aumento del metabolismo basale.
Mangiare bene e sano, fare attività fisica con intelligenza permette di arrivare ad un’età avanzata fisicamente e mentalmente giovani. L’alimentazione è come un trail: bisogna evitare d’inciampare nei cibi droga-spazzatura per non rovinarsi la salute.

Rispetta la salute, perché non hai niente di più importante da fare e lei ti ricambierà!

Dottor Giovanni Acampora
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673