SALUTE ”INTEGRALE”

I cereali rappresentano un’importante fonte alimentare in tutto il mondo. La composizione dei cereali è del 55-71% di carboidrati,del 6-15% di proteine e dell’1-7% di lipidi. Oltre ad apportare fibre,il cereale integrale consente di assumere vitamina E, folati, vitamine del gruppo B, minerali quali potassio, zinco, magnesio, selenio, nonché un elevato numero di fotocomposti.

Le fibre, le vitamine, i minerali ed i fotocomposti sono concentrati nel germe e nella crusca, rimuovendo queste parti col processo di raffinazione industriale e consumando solo l’endosperma il cereale che ne risulta sarà impoverito dal punto di vista nutrizionale rispetto al cereale integrale.

I cereali integrali sono in grado di proteggere nei confronti dello sviluppo di malattie croniche. E’ stata dimostrata una relazione tra consumo di cereali integrali ed il rischio di neoplasie gastro-intestinali, soprattutto per il tumore del colon.

Un ruolo importante, nella prevenzione tumorale, è svolto dalle fibre mediante l’aumento della massa fecale e l’accelerato transito intestinale con conseguente diluizione del materiale fecale ed un ridotto tempo di esposizione ad eventuali sostanze tossiche presenti nelle feci.

Alcuni prodotti di fermentazione delle fibre, ad opera della flora batterica intestinale, sono inoltre in grado di interagire con le cellule regolandone il ciclo di crescita e la loro morte. La sinergia d’azione dei numerosi fotocomposti, vitamine e minerali è superiore all’azione dei singoli micronutrienti. Va infine evidenziata l’importanza di assumere i cereali integrali nella loro forma “biologica” allo scopo di ridurre al minimo l’assunzione di eventuali contaminanti presenti nel rivestimento esterno dei cereali stessi.

La salute di una pianta dipende dal terreno dove affonda le sue radici per assorbire il suo nutrimento. Le nostre “radici” sono nel nostro intestino. Lo stato di buona salute delle persone dipende dalla “salute” del nostro intestino.

Dottor Giovanni Acampora

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IL CORPO E’ ENERGIA

“Nulla  si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (Lavoiser)

Il corpo umano è dotato di una grande quantità di energia che ha lo scopo di conservare al meglio il benessere psicofisico. La malattia insorge quando l’energia non è sufficiente a garantire un sistema di difesa efficiente nei confronti degli agenti patogeni, qualunque essi siano.  Conservare la salute o recuperarla significa quindi non disperdere inutilmente l’energia vitale, bensì ottimizzarla per raggiungere il massimo delle proprie potenzialità.

Il cibo, insieme con l’ossigeno, l’acqua e le emozioni, rappresenta la fonte primaria di energia e la sua funzione ideale è quella di apportare le materie prime per il ricambio, la crescita e la riparazione delle strutture del corpo e le calorie necessarie per farlo. Se le caratteristiche del cibo non corrispondono a ciò che è utile all’organismo, questo si troverà da un lato a disporre di minor energia e dall’altro a doverne sprecare una parte per difendersi da un prodotto non buono. Questo spreco di energia verrà, necessariamente, sottratto ai sistemi di difesa,conservazione o recupero della salute. Da qui la necessità di sostenere e stimolare i principi dell’alimentazione consapevole in cui siano privilegiati i cibi biodinamici, biologici derivati da una produzione che salvaguardi la salute.

Oggi, sempre di più, si capisce l’importanza non solo del cibo ma anche dello “stile di vita” come causa diretta o concausa nell’insorgenza di molte malattie. Per “stile di vita” si deve intendere la modalità che una persona mette in atto per dirigersi verso i propri obiettivi, utilizzando gli strumenti che ha a disposizione e che ritiene essenziali per esprimere la propria soggettività. Ben presto, all’interno di un nucleo sociale, questa modalità diventa nevrosi e in questa condizione sono necessari dei punti di riferimento precisi per concedersi un certo grado di stabilità.

“La mente è tutto! Tutto il resto è niente!”

Viviamo in un periodo sociale dove il materialismo è dominante, forse nessuna nazione investe sulla crescita emozionale della popolazione e i risultati sono evidentissimi nella nostra società con un aumento della prevalenza delle patologie mentali. Anche la qualità della vita della popolazione è molto bassa. La guarigione reale e completa dei nostri pazienti non può prescindere dalla “prescrizione con stile” dove per stile non si intende altro che l’attenzione allo stile di vita dei propri pazienti. Tuttavia l’azione forse più incisiva è quella di raggiungere la persona sana, non esclusivamente quella malata.

Raggiungere il sano significa fare prevenzione primaria, ovvero quella prevenzione che si impegna ad evitare l’insorgenza delle malattie. La prevenzione primaria è rappresentata da una serie di atti messi in opera da ciascuno di noi intesi come cittadini e non solo come medici, allo scopo di prevenire l’insorgenza delle malattie. Questa affermazione è tutt’altro che banale poiché l’attenzione scientifica e mediatica degli ultimi anni si è rivolta, con sempre maggiore intensità, alla fase secondaria della prevenzione, ovvero la possibilità di eseguire una diagnosi sempre più precoce. Questo intento è assolutamente nobile ma rischia di distrarre l’attenzione dalle responsabilità che ogni persona ha nei confronti di sè stesso, del proprio nucleo familiare e della società tutta.

Come vuoi vivere? Bene e a lungo o male e poco?

Dipende da te e dal rispetto per la tua salute psicofisica che è il bene più prezioso che hai.

Siamo quello che mangiamo! Ma siamo soprattutto quello che pensiamo!

 

Dottor  Giovanni  Acampora

giovanni-acampora@virgilio.it

 

 

 

Beati i Vegani

Da secoli si sa e si dice: ”L’uomo è ciò che mangia”. Non c’è animale più stupido, da un punto di vista alimentare, sulla faccia della Terra dell’essere umano. La conferma viene dai ripetuti scandali alimentari a cui siamo ormai abituati. Durante le festività ogni anno c’è la notizia di tonnellate di prodotti alimentari, contraffatti o scaduti, sequestrati dalle forze dell’ordine. In tutte queste occasioni i vari ministri della salute per tranquillizzare il “gregge” affermano: “Nessun allarme per la salute. E’ solo una frode alimentare, quindi tutti tranquilli, è tutto a posto!”. No signori, non è per nulla tutto a posto e personalmente non sono per niente tranquillo. Ora cercherò di spiegare il perché in parole semplici.
Beati i vegani che si pongono solo il problema dei pesticidi, facilmente risolvibile con l’utilizzo dei cibi biologici. Gli onnivori sono messi peggio. Nei prodotti preparati mangiano carne “travestita” senza sapere a quale animale appartiene. Ci sarà sicuramente un motivo fraudolento alla base di questa contraffazione, altrimenti perché nascondere il tipo di provenienza animale a chi è contento di comprare carne? I burocrati hanno sdoganato le farine animali, proprio quelle che sembrano abbiano causato la crisi della ”mucca pazza”, per nutrire animali d’allevamento.
Pensate a cosa si è arrivati per interessi economici, soprattutto delle grosse multinazionali: gli uomini hanno trasformato animali erbivori in carnivori. C’è d’aspettarsi di tutto. La speranza di un’alimentazione sana si perde quando si leggono inchieste che mettono sott’accusa tutta la catena alimentare: carne, pesce, latte e derivati e persino gli omogeneizzati per bambini. I risultati non sono incoraggianti. Cosa ci fanno mangiare senza il nostro consenso? Le varie ricerche rivelano dati allarmanti: latte di mucca e di capra con presenza di anti-infiammatori, beta-bloccanti, ormoni, antibiotici, sostanze cancerogene come l’aflotossina (ovviamente se queste sostanze sono nel latte lo sono anche nella carne di questi animali). Per quanto riguarda i pesci abbiamo il pesce al prozac (antidepressivo). Ovviamente con l’inquinamento dei mari e dei fiumi i poveri pesci sono ricchi di metalli pesanti tossici, farmaci e di tutti i veleni con cui gli esseri umani inquinano il mondo.
Lo scandalo della carne di cavallo è passato sottobanco, come tutte le cose importanti, perché è meglio mantenere la popolazione nell’ignoranza e non aprire il coperchio.
Perché nascondere la carne di cavallo come ingrediente dei prodotti alimentari? Perché la maggioranza dei cavalli sono dopati! Se nello sport assistiamo a dosi da ”cavallo” di farmaci doping per gli atleti (chiamiamoli tali), figuriamoci nei cavalli quali sono i dosaggi di farmaci (antidolorifici, cortisonici broncodilatatori, ormoni, ecc) che vengono somministrati a questi poveri animali. La vita sportiva media di ognuno di essi è brevissima, circa due/tre anni. Dove vanno a finire questi cavalli quando non corrono o saltano più? Non finiranno per caso nei macelli clandestini? Ecco che questi truffatori fanno mangiare carni non commerciabili nascoste nelle lasagne, tortellini, ravioli, carne in scatola, kebab, mortadella, salumi, ecc.
E’ l’uomo sempre ciò che mangia? Se è così, a voi la risposta di com’è.

Dottor Giovanni Acampora
Pediatra Vegetariano-Vegano
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

Le origini dell’obesità

Il senso del gusto è un processo che inizia nella fase endouterina. Il gusto del salato, dell’acido e dell’amaro si sviluppa più tardivamente rispetto al sapore per il dolce. Dal punto di vista sensoriale il gusto degli alimenti si definisce attraverso tutti i sensi a cominciare dall’olfatto e dalla vista. La percezione della forma e del colore del cibo consente di pregustarlo, d’immaginarne consistenza e sapore prima ancora di portarlo in bocca. Gli aromi percepiti dall’olfatto sommati al sapore definiscono il “flavour” che è la sensazione complessa che manca quando abbiamo il raffreddore e tutti gli alimenti sembrano insipidi. Il gusto alimentare è notevolmente influenzato dalla cultura, dall’educazione e dai condizionamenti sociali ed emotivi. Il processo di apprendimento del gusto che inizia durante la gravidanza continua poi durante l’allattamento. Il gusto del latte materno varia da poppata a poppata. I bambini che sono stati allattati al seno presentano nell’infanzia minori difficoltà ad avere una dieta varia ed in particolare assumono più frutta e verdura dei bambini che sono stati allattati artificialmente.
Esistono meccanismi responsabili della determinazione del gusto:

  1. Mere exposure : quando un cibo viene ripetutamente somministrato si crea preferenza verso quel cibo.
  2. Medicine effect : preferiamo un cibo che mangiamo quando stiamo bene piuttosto che un cibo che mangiamo quando siamo malati.
  3. Flavour learnig : tra due differenti sapori ,somministrati uno con zucchero aggiunto e uno senza,vi è preferenza per il primo cibo anche se proposto senza zucchero.
  4. Flavour nutrient learning : più un cibo è ricco di energia e più è apprezzato.

I bambini hanno una particolare attrazione verso i cibi dal gusto dolce, grasso e salato mentre manifestano una forte repulsione per quelli che danno le sensazioni di amaro e astringente, quest’ultimo fatto rende difficile fare accettare loro le verdure. Dopo l’allattamento ansia e timori possono condizionare pesantemente il distacco della figura materna, favorendo la comparsa di un rapporto conflittuale col cibo. E’ importante che la madre impari a rispondere adeguatamente alle richieste del neonato prima e del bambino poi. Una madre ansiosa,insicura offre cibo in maniera indiscriminata. I bambini dopo i due anni presentano avversione per i nuovi cibi e preferenza per i cibi a loro familiari. Le preferenze alimentari sono strettamente legate all’abitudine, il più importante determinante della preferenza per un cibo è quanto questo sia familiare, i bambini infatti amano ciò che conoscono e mangiano ciò che amano. La famiglia è la prima istituzione che influenza il bambino, per tale motivo molti fattori di rischio (modificabili) per l’obesità hanno le loro radici nel contesto familiare. Nei bambini la scelta dei cibi dipende dagli adulti, i genitori filtrano e mediano le influenze e gli stimoli che giungono ai figli e giocano un ruolo fondamentale nella costruzione dell’ambiente che circonda il bambino. Le modalità di alimentazione familiare determinano quali cibi e porzioni vengono offerti,la frequenza dei pasti ed il contesto e di conseguenza influenzano preferenze per determinati cibi,abitudini e regolazione delle quantità. Nonostante le buone intenzioni i genitori attuano meccanismi alimentari associati ad effetti negativi quali l’offerta frequente di cibi graditi e ricchi di grassi o zuccheri come prima risposta allo stress del bambino e l’utilizzo del cibo per modificare un comportamento, ciò può limitare l’accettazione di una dieta varia e alterare il senso di fame e sazietà. Quando tali cibi sono disponibili i bambini scelgono e quindi mangiano maggiormente gli alimenti proibiti. Il controllo esercitato dai genitori è (ritenuto) un fattore di rischio per abitudini alimentari di cattiva qualità d obesità e l’utilizzo del cibo da parte dei genitori per modificare un comportamento sposta il cibo dal suo ruolo di saziare la fame e favorisce una problematica relazione con l’alimentazione (se fai il bravo ti do’ un dolcetto). La promessa di una ricompensa è spesso una tattica per incoraggiare il consumo nel caso in cui il bambino si opponga ma ne riduce il gradimento (se mangi i piselli vedi la televisione). L’esempio dei genitori è la più importante fonte d’informazioni per i bambini. I primi tre anni sono fondamentali per strutturare gusti,abitudini alimentari e rapporto col cibo. Le preferenze dei bambini non sono né innate né immodificabili. L’ambiente in cui il cibo viene offerto gioca un ruolo decisivo : i genitori devono evitare di usare il cibo come ricompensa. Per aumentare il gradimento di nuovi cibi un’offerta ripetuta in un contesto sociale favorevole può essere efficace.

Il futuro dei nostri figli dipende da noi genitori : obesità e malattie metabolicamente correlate sono una epidemia sociale. Quando c’è un bambino preoccupiamoci di due cose (per cominciare): la sua alimentazione e la sua serenità, poi della sua postura ed il triangolo della salute sarà completo.

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

LA DIETA NON ESISTE.

Nei prossimi anni più del 50% della popolazione occidentale rischia di ammalarsi di malattie metabolicamente correlate: diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperuricemia, a causa dell’eccesso di nutrienti e della loro pessima qualità. La maggior parte dei pazienti si affida ad una miriade di diete miracolose che promettono risultati strabilianti in pochi giorni e senza nessuna fatica, ultima la dieta iperproteica (uno dei fautori di questa dieta è stato radiato dall’ordine dei medici di Parigi) e l’entero – nutrizionale col sondino naso-gastrico.
Queste diete, come quelle che fanno uso di farmaci molto tossici, anfetamine, ormoni tiroidei, fibrati, si preoccupano di far dimagrire il paziente senza preoccuparsi dei danni psicologici ed organici che provocano all’organismo. La maggior parte dei pazienti, dopo queste diete, riprende tutti e anche qualcuno in più dei chili perduti.

“LA DIETA NON ESISTE”

Esiste il malato (chi è obeso è malato, e tra i più gravi, l’obesità non è solo un problema estetico) con le sue problematiche e reali e oggettive difficoltà. Questo malato va conosciuto scrupolosamente sul suo stile di vita, come, quanto e cosa mangia, dove mangia, chi cucina, cosa beve, quale valore dà al cibo, quanto e come si muove, se fuma e quanto, perché vuole dimagrire e quanto è motivato a farlo.
L’uomo è diventato un animale d’allevamento, come gli animali d’allevamento pensa solo a mangiare, sfoga tutte le sue ansie esistenziali nel cibo. Oggi il “problema” più grave è l’abbondanza di cibo e la facilità con cui si può accedere ad esso. Troppo spesso si eccede rispetto al fabbisogno energetico (che si è ridotto) e questo è dovuto in parte al progresso, che ha di molto ridotto l’impegno fisico durante il lavoro con il conseguente immagazzinamento in grasso dell’energia introdotta e non consumata.
Per dimagrire è chiaro che bisogna trovare un equilibrio tra le calorie introdotte e quelle consumate sia per il metabolismo basale che per quello “esistenziale”.
Occorre, quindi, inquadrare il paziente e studiare le sue abitudini alimentari e i suoi gusti, valutando come correggere eventuali scorretti stili di vita in maniera sempre propositiva e mai con imposizioni, ma sempre senza troppa accondiscendenza. La terapia non è solo farmacologica! Poiché l’obesità è una malattia. La dieta è una terapia che va associata anche ad un sostegno psicologico per evitare le ricadute.
Chi è obeso, sicuramente, ha vissuto e vive un periodo di crisi esistenziale, quindi la terapia non è e non può essere il solo cambiamento delle regole alimentari, bisogna associare un’attività fisica che permetterà sia di aumentare i consumi energetici che di contribuire a scaricare lo stress esistenziale e a creare una nuova immagine di sé: fisica e psicologica. E’ consigliata un’attività aerobica al 60% della soglia massimale per almeno sessanta minuti al giorno, da associare, nel tempo, però anche ad attività anaerobica alatticida per incrementare la forza muscolare ed attività anaerobica latticida per aumentare la massa muscolare.
L’aumento della massa muscolare è responsabile anche dell’aumento del metabolismo basale.
Mangiare bene e sano, fare attività fisica con intelligenza permette di arrivare ad un’età avanzata fisicamente e mentalmente giovani. L’alimentazione è come un trail: bisogna evitare d’inciampare nei cibi droga-spazzatura per non rovinarsi la salute.

Rispetta la salute, perché non hai niente di più importante da fare e lei ti ricambierà!

Dottor Giovanni Acampora
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

CIBO-DROGA!

Gli scienziati hanno dimostrato che lo zucchero (al pari dei dolcificanti) crea dipendenza in chi lo assuma. La ricerca evidenzia interessanti considerazioni sulla correlazione tra cibo spazzatura e dipendenza, oltre che tra zucchero, dolcificanti e dipendenza.

Alimenti come zucchero raffinato, grassi e sale portano quindi con sé la drammatica capacità d’indurre consumi sempre maggiori a causa dello stimolo che sono in grado di esercitare sui centri di gratificazione del nostro cervello, ed in particolare su amigdala, locus ceruleus e nucleo accumbens.Tali centri sono gli stessi che vengono sollecitati da ogni tipo di droga: a partire da alcool, nicotina, fino ad eroina e cocaina. Sarebbe utile rendersi conto del fatto che gli alimenti che ci vengono quotidianamente proposti dall’industria alimentare non sono innocui come potrebbe sembrare. Dietro ogni prodotto confezionato vi sono studi e ricerche volti ad indurre nel consumatore una gratificazione molto elevata attraverso la sovrapposizione di sapori e consistenze diverse (fate l’amore con il sapore…) o attraverso il legame tra consumo ed emozione (birra,coca… donne). La chiave utilizzata per attirare il cliente, ma soprattutto per indurlo a consumare ulteriormente il prodotto, è quella delle sostanze per le quali il nostro cervello è evolutivamente condizionato. In epoche primitive la ricerca spasmodica di calorie, di dolcificazione e di sale ha modificato il nostro encefalo, procurandogli una forte gratificazione quando incontra zuccheri, grassi e sale in un mondo che ne era quasi privo. Poiché un cibo diventa molto più attraente quando contiene tali ingredienti, l’industria si è lanciata a creare prodotti la cui logica alimentare è spesso solo quella di creare strati sovrapposti di zuccheri, grassi e sale, che vanno dalle patatine fritte, ai biscotti al cioccolato, dalle merendine fino ai gelati con la granella.

OGNI TENDENZA-GUSTO VIENE ACCONTENTATA!

C’è il prodotto vestito di ”naturale” (biscotto al farro: contiene gli stessi ingredienti del biscotto normale, più la farina di farro raffinata), ma anche il prodotto “superbig” per accontentare chi di bocca “grande” cerca solo la quantità. Chi vende al cinema un bicchiere di acqua colorata e zuccherata (costo di produzione 2-3 centesimi) al prezzo di 2 euro ha tutta la convenienza a venderne una quantità doppia a 3 euro. Il consumatore è così buggerato due volte: paga il nulla (qualità pessima) una volta e mezzo, pensando di fare un gran risparmio, mette su grasso o attiva situazioni ansiogene senza accorgersene. Il 3 per 2, il sottocosto, ecc. sono nell’interesse di chi vende (cibo di pessima qualità) e non nell’interesse di chi acquista “spazzatura” che poi mangerà.                                                                                                                        Quando si suggerisce alle persone di evitare lo zucchero e dolcificanti ci si sente, talvolta, aggredire in modo analogo a quando si cerca d’indurre un tossicodipendente a smettere di drogarsi. E d’altra parte i centri cerebrali coinvolti sono gli stessi. Ma se il caffè da solo fa così schifo (alcuni dicono), perché viene bevuto? La verità è che la pausa ha il significato di una pausa-zucchero e non di una pausa-caffè come viene eufemisticamente chiamata. Per mangiare bene e ristabilire l’istinto alimentare: cibi integrali con tanta frutta e verdura, regime di normocaloricità, con le cotture più semplici e il minor numero possibile di conservanti, con l’esclusione (quasi) totale del sale, dello zucchero aggiunto e della dolcificazione. Queste indicazioni aiutano rapidamente a decondizionare il nostro cervello dalla dipendenza di tali alimenti.

NOI SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO!… E CIO’ INFLUENZA IL NOSTRO CORPO E LA NOSTRA MENTE.

SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

Una pianta avrà una buona crescita se le sue radici sono affondate in un ottimo terreno, le nostre radici sono i milioni di villi intestinali che ci permettono di assorbire ciò che mangiamo. Se l’ambiente in cui i villi “lavorano”è pessimo,a causa di quello che mangiamo e dei farmaci che squilibrano l’ecosistema intestinale, le conseguenze sull’organismo saranno disastrose perché assorbiremo moltissime sostanze tossiche i cui effetti si ripercuoteranno contro tutto l’organismo che sarà, quindi, indebolito a livello del sistema difensivo che non sarà capace di reagire ai numerosi attacchi interni (cellule tumorali, malattie allergiche, malattie autoimmunitarie, malattie metaboliche, ecc.) ed esterni (virus, batteri, tossine “psicologiche”, ecc.).

LA MEDICINA ATTUALE NON SI INTERESSA DELLA SALUTE MA DELLE MALATTIE!

In ambito diagnostico e terapeutico la medicina ha fatto enormi progressi ,ma la nostra società è colpita da un numero sempre maggiore di affezioni cronico-degenerative.
Come mai le malattie cronico – degenerative più gravi : tumori, cardiopatie, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, malattie gastrointestinali, bronco – pneumopatie, malattie autoimmunitarie, allergie, sindromi ansiose-depressive, malattie degenerative del sistema nervoso sono molto più frequenti nei paesi dove è più evoluto il sistema medico?
La prevenzione è diventata un’ideologia!
Piuttosto che spingere la gente a sottoporsi a visite ed esami continui per diagnosticare le malattie sarebbe giusto dare, almeno, pari impulso alla promozione della salute. Si dice ”cultura della salute”, ma si tratta di una cultura della salute malata ,in quanto la positività degli accertamenti ci dice che la malattia è già in atto.

E’ NECESSARIO UN CAMBIAMENTO DELLO STILE DI VITA!

Fa’ tanto scandalo la malasanità, lo stesso non succede con altri fenomeni, ben più gravi, che pure sono pesantemente responsabili del processo di degrado della salute: l’inquinamento ambientale e dei cibi portano all’insorgere di numerosissime malattie. E’ inutile parlare di farmaci che c’intossicano quando ogni giorno tra cibi-spazzatura, inquinamento volontario (alcool, fumo, caffè, droghe, cibo, tossine psicologiche, ecc.) ed inquinamento ambientale la salute è diventata una meteora. Il consumo di alimenti naturali, provenienti da culture biologiche e preparati al momento del consumo, è incredibilmente efficace per il nostro organismo, esso costituisce un metodo terapeutico migliore di qualsiasi altra terapia mai inventata dall’uomo per la prevenzione delle malattie.
La salute dell’uomo contemporaneo è talmente compromessa che se si vuole evitare una vera catastrofe la collettività deve farsi carico del problema dimostrando il proprio senso di maturità e di responsabilità e imparare, finalmente, che il vero problema non è quello di curare le malattie bensì di arginarne il crescente aumento gestendo il proprio corpo in modo corretto.

A COLAZIONE MANGIA DA RE!
A PRANZO MANGIA DA PRINCIPE!
A CENA MANGIA DA MENDICANTE!

Quanto tempo dedichi alla tua salute?……..  Tanto vale!!!
Come vuoi vivere? Bene a lungo o male e poco?……  DIPENDE DA COME MANGI!!!!!

Dottor Giovanni Acampora