EMOZIONI – TERAPIA

Fondamentalmente all’origine del processo patologico c’è un difetto: un blocco nella rete di comunicazione, di conseguenza, una guarigione per essere efficace deve coinvolgere l’intero sistema corpo/cervello. Deve perciò affermarsi un nuovo paradigma della guarigione, in realtà non si può più pensare di lasciare fuori da questi processi la mente, le emozioni. Le emozioni non sono solo nella testa e nel cervello,ma sono anche nel corpo,si esprimono in esso e ne fanno parte. Sono energia e informazione,ma anche molecole. Gli studi sul benessere mostrano che le emozioni sono, sì parte del campo informativo, dell’energia informativa corporea, ma trascendono la guarigione/salute del singolo per riversarsi su tutto l’ambiente che lo circonda. In altre parole le emozioni  sembrano “saltare” da una persona all’altra, da un corpo all’altro, da una cultura all’altra, sono planetarie e questa loro natura di transizione, dal microcosmo al macrocosmo, è un aspetto di estremo interesse. Conoscere le emozioni, controllarle, lasciarle fluire è la chiave per dare vita al cambiamento  globale oggi necessario, quel “global shift” che rappresenta il futuro. Con analogia possiamo dire che come la luce bianca è composta da uno spettro di colori, così le emozioni sono uno spettro di posture del corpo, comportamenti e stati fisiologici che percorrono l’intero sistema mente/corpo , riflessi nella muscolatura, ogni livello dell’accesso neuronale e della mente/corpo che cambiano continuamente, specialmente nei soggetti  più sani. Gli esseri umani hanno quindi un amplissimo raggio di potenzialità, comportamenti, emozioni. Queste ultime sono la chiave di tutto, il ponte fra mondo spirituale e molecolare e creano anche stati alterati di coscienza.

Ognuno di noi non presenta solo comportamenti differenti, ma anche memoria e corpi di guarigione differenti, e tutta la luce che fluttua intorno e sui nostri corpi può essere diversa nei diversi punti. Bisogna tornare quindi a ciò che funziona: la prevenzione, prendersi cura di sé, seguire le emozioni positive, praticare uno stile di vita e una dieta sani. Essere centrati, cioè non focalizzarsi sugli estremi ma valorizzare l’omeostasi, imparare l’amore in tutte le sue varianti, la forma più avanzata di conoscenza umana.

Infine, la salute ha bisogno della “relazione”: per essere integralmente sani la nostra biologia richiede che siamo in relazione con gli altri ma soprattutto con noi stessi.

Amore, compassione e relazioni sono emozioni positive fondamentali e possono aiutarci a guarire. Da questa scintilla può avviarsi il cambiamento.

La vita è meravigliosa, basta poco per essere felici!

La vita è come un supermercato: sei tu che decidi cosa prendere e mettere nel carrello. Stai attento a quello che prendi perché quando arriverai alla cassa dovrai pagare. Se hai preso cose stupide ed inutili le pagherai lo stesso. Così avrai sprecato il tuo tempo per goderti la vita!

Il tempo è la risorsa più importante che hai, utilizzalo, impegnalo, consumalo, VIVILO!

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

PUBALGIA CRONICA

Se la pubalgia da traumi trova le sue cause a livello del pube ed intorno ad esso,la pubalgia cronica ci presenta un pube ”vittima” di uno schema funzionale sovvertito. Il pube non è in alcun modo la causa della pubalgia. Ogni trattamento, perciò, condotto a questo livello sarà illusorio ed effimero.
L’analisi delle catene muscolari del tronco e degli arti inferiori ci illumina sulle cause della pubalgia cronica. Le catene muscolari dirette e crociate del tronco e degli arti inferiori si concentrano sul pube e lo rinforzano, la corretta fisiologia del pube dipende dall’equilibrio funzionale di queste catene.
I muscoli “diretti” più importanti, per la patologia in esame, sono: grande retto, grande obliquo, piccolo obliquo, piramidale, adduttori, retto interno, ma anche un problema a “distanza”: lesione della spalla, caviglia che squilibra le catene muscolari può essere causa di pubalgia. Un’eccessiva tensione (es. addominali troppo sviluppati sono uno stress per il pube) in una o più catene muscolari può affaticare il tendine terminale e usurare l’anello pubico per eccessiva mobilità. Negli sport dove l’arto inferiore lavora molto in semiflessione lavora molto il quadricipite e gli ischiotibiali finiscono per avere un (ruolo) lavoro qualitativamente molto più importante. Gli ischio-tibiali in retrazione eccessiva provocano mediante il gioco delle catene muscolari dei compensi statici e dinamici sia a livello del ginocchio che dell’ala iliaca. Le conseguenze della retrazione degli ischio-tibiali è l’abbassamento delle tuberosità ischiatiche. La posteriorizzazione delle ali iliache provoca lo stiramento degli adduttori che, in tale posizione, mal sopportano un ulteriore allungamento o lavoro eccessivo. Ben presto compaiono a questo livello delle contratture e delle tendiniti.
Questa contrattura stiramento non deve essere assolutamente sciolta e distesa con tecniche manuali, fisioterapiche o chimiche. Un simile trattamento può recar sollievo al paziente per poco, ma questa distensione, questo margine di allungamento degli adduttori ottenuto artificialmente verrà recuperato dagli ischio-tibiali e dagli addominali, ponendo gli adduttori in una posizione di aggravamento. La contrattura “vittima” degli adduttori, anche se essi sono la sede del dolore, non deve far dimenticare che la causa si trova a livello delle retrazioni degli ischio-tibiali e dei grandi retti (contratture “vincenti”, quindi che non provocano dolore).
Si deve ottenere una distensione degli adduttori con un margine di allungamento ottenuto sugli ischio-tibiali ed addominali. Ulteriore danno delle tensioni in accorciamento degli ischio-tibiali e delle tensioni in allungamento degli adduttori sono la compressione della cavità cotiloidea sulla testa del femore, quindi l’avvenire di questa articolazione sarà compromesso da questo sovraccarico funzionale. La catena muscolare posteriore degli arti inferiori tende a posteriorizzare le ali iliache e raddrizzare così la colonna lombare,ciò crea un conflitto muscolare che a lungo termine provoca un eccesso di compressioni intervertebrali e discali con affaticamento lombare e dolori a sbarra.
Altro punto importante che può essere vittima di questo schema è l’articolazione sacro-iliaca.
La posteriorizzazione dell’osso iliaco e l’orizzontalizzazione del sacro crea un’apertura notevole dell’angolo sacro-ischiatico che mette a dura prova i legamenti sacro-iliaci. Non ci meravigliamo se questi pazienti presentano punti detti “sciatici”a livello dei glutei con contratture dei muscoli piramidali. La pubalgia, quindi, non è altro che l’espressione terminale di un funzionamento generale degenerato da retrazioni di alcune catene muscolari.
Gli squilibri delle tensioni muscolari provocano: la suscettibilità di questi muscoli con contrazioni, stiramenti, lacerazioni.
l’infiammazione: tendinite, la trazione del tendine sul periostio diventa eccessiva e la tendinite si prolunga in una periostite.

TERAPIA
L’intervento chirurgico s’impone nei casi avanzati. L’intervento rinforza il pube senza trattare le cause della malattia. Questi squilibri di forza nei circuiti muscolari causeranno nel tempo altre lesioni a livello del pube, a livello delle vertebre lombari, a livello muscolare, a livello delle ginocchia, a livello delle anche.
Trattamento attraverso le catene muscolari: dopo aver fatto un bilancio dei principali gruppi muscolari, lo scopo del trattamento è quello di recuperare l’allungamento di questi muscoli e di rinforzare i loro tendini ed i loro punti d’inserzione. Gli esercizi di ammorbidimento classici non possono ottenere questi scopi. La trazione periodica sulle fibre tendinee e sul periostio può solo favorire le reazioni infiammatorie con accentuazione della fragilità tissutale e della decalcificazione della trama ossea, in quanto il tempo di stiramento è troppo breve per sperare di rimodellare la guaina del muscolo.
La chiave del trattamento si trova :
1) nel lavoro isometrico;
2) nel lavoro di posture eccentriche.

Il lavoro isometrico è importante per gli aduttori, gli abduttori, per i grandi retti e per gli obliqui. Il trattamento con le posture fa seguito al trattamento isometrico,così è meglio sopportato dal paziente e facilita il recupero. I muscoli messi in tensione per alcuni minuti in maniera costante si stancano e allentano la loro eccessiva tensione,la guaina dei muscoli può essere può essere allungata ed il muscolo recupera la sua lunghezza. La costante tensione sul tendine stimola la ricostruzione del connettivo. La costante tensione sull’osso diventa un fattore di reazione germinativa del periostio con fissazione del calcio.
Se c’è una lesione articolare un trattamento unicamente miotensivo è puramente illusorio, quindi in questi casi è necessario un trattamento osteopatico: prima si effettuano i test diagnostici e poi si procede alla correzione della lesione articolare. Questo è il trattamento biomeccanico della pubalgia, per affrettare la guarigione occorre trattare il terreno:
1) Nutrizione: eliminazione dei cibi proibiti, oligoelementi, vitamine, integratori;
2) Depurazione;
3) Trattamenti omeopatici;
4) Fitoterapici;
5) Organoterapici;
6) Fiori di Bach;
7) continuare l’attività in modo blando.

Dottor Giovanni Acampora
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673