LA DIETA NON ESISTE.

Nei prossimi anni più del 50% della popolazione occidentale rischia di ammalarsi di malattie metabolicamente correlate: diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperuricemia, a causa dell’eccesso di nutrienti e della loro pessima qualità. La maggior parte dei pazienti si affida ad una miriade di diete miracolose che promettono risultati strabilianti in pochi giorni e senza nessuna fatica, ultima la dieta iperproteica (uno dei fautori di questa dieta è stato radiato dall’ordine dei medici di Parigi) e l’entero – nutrizionale col sondino naso-gastrico.
Queste diete, come quelle che fanno uso di farmaci molto tossici, anfetamine, ormoni tiroidei, fibrati, si preoccupano di far dimagrire il paziente senza preoccuparsi dei danni psicologici ed organici che provocano all’organismo. La maggior parte dei pazienti, dopo queste diete, riprende tutti e anche qualcuno in più dei chili perduti.

“LA DIETA NON ESISTE”

Esiste il malato (chi è obeso è malato, e tra i più gravi, l’obesità non è solo un problema estetico) con le sue problematiche e reali e oggettive difficoltà. Questo malato va conosciuto scrupolosamente sul suo stile di vita, come, quanto e cosa mangia, dove mangia, chi cucina, cosa beve, quale valore dà al cibo, quanto e come si muove, se fuma e quanto, perché vuole dimagrire e quanto è motivato a farlo.
L’uomo è diventato un animale d’allevamento, come gli animali d’allevamento pensa solo a mangiare, sfoga tutte le sue ansie esistenziali nel cibo. Oggi il “problema” più grave è l’abbondanza di cibo e la facilità con cui si può accedere ad esso. Troppo spesso si eccede rispetto al fabbisogno energetico (che si è ridotto) e questo è dovuto in parte al progresso, che ha di molto ridotto l’impegno fisico durante il lavoro con il conseguente immagazzinamento in grasso dell’energia introdotta e non consumata.
Per dimagrire è chiaro che bisogna trovare un equilibrio tra le calorie introdotte e quelle consumate sia per il metabolismo basale che per quello “esistenziale”.
Occorre, quindi, inquadrare il paziente e studiare le sue abitudini alimentari e i suoi gusti, valutando come correggere eventuali scorretti stili di vita in maniera sempre propositiva e mai con imposizioni, ma sempre senza troppa accondiscendenza. La terapia non è solo farmacologica! Poiché l’obesità è una malattia. La dieta è una terapia che va associata anche ad un sostegno psicologico per evitare le ricadute.
Chi è obeso, sicuramente, ha vissuto e vive un periodo di crisi esistenziale, quindi la terapia non è e non può essere il solo cambiamento delle regole alimentari, bisogna associare un’attività fisica che permetterà sia di aumentare i consumi energetici che di contribuire a scaricare lo stress esistenziale e a creare una nuova immagine di sé: fisica e psicologica. E’ consigliata un’attività aerobica al 60% della soglia massimale per almeno sessanta minuti al giorno, da associare, nel tempo, però anche ad attività anaerobica alatticida per incrementare la forza muscolare ed attività anaerobica latticida per aumentare la massa muscolare.
L’aumento della massa muscolare è responsabile anche dell’aumento del metabolismo basale.
Mangiare bene e sano, fare attività fisica con intelligenza permette di arrivare ad un’età avanzata fisicamente e mentalmente giovani. L’alimentazione è come un trail: bisogna evitare d’inciampare nei cibi droga-spazzatura per non rovinarsi la salute.

Rispetta la salute, perché non hai niente di più importante da fare e lei ti ricambierà!

Dottor Giovanni Acampora
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