IL CORPO E’ ENERGIA

“Nulla  si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (Lavoiser)

Il corpo umano è dotato di una grande quantità di energia che ha lo scopo di conservare al meglio il benessere psicofisico. La malattia insorge quando l’energia non è sufficiente a garantire un sistema di difesa efficiente nei confronti degli agenti patogeni, qualunque essi siano.  Conservare la salute o recuperarla significa quindi non disperdere inutilmente l’energia vitale, bensì ottimizzarla per raggiungere il massimo delle proprie potenzialità.

Il cibo, insieme con l’ossigeno, l’acqua e le emozioni, rappresenta la fonte primaria di energia e la sua funzione ideale è quella di apportare le materie prime per il ricambio, la crescita e la riparazione delle strutture del corpo e le calorie necessarie per farlo. Se le caratteristiche del cibo non corrispondono a ciò che è utile all’organismo, questo si troverà da un lato a disporre di minor energia e dall’altro a doverne sprecare una parte per difendersi da un prodotto non buono. Questo spreco di energia verrà, necessariamente, sottratto ai sistemi di difesa,conservazione o recupero della salute. Da qui la necessità di sostenere e stimolare i principi dell’alimentazione consapevole in cui siano privilegiati i cibi biodinamici, biologici derivati da una produzione che salvaguardi la salute.

Oggi, sempre di più, si capisce l’importanza non solo del cibo ma anche dello “stile di vita” come causa diretta o concausa nell’insorgenza di molte malattie. Per “stile di vita” si deve intendere la modalità che una persona mette in atto per dirigersi verso i propri obiettivi, utilizzando gli strumenti che ha a disposizione e che ritiene essenziali per esprimere la propria soggettività. Ben presto, all’interno di un nucleo sociale, questa modalità diventa nevrosi e in questa condizione sono necessari dei punti di riferimento precisi per concedersi un certo grado di stabilità.

“La mente è tutto! Tutto il resto è niente!”

Viviamo in un periodo sociale dove il materialismo è dominante, forse nessuna nazione investe sulla crescita emozionale della popolazione e i risultati sono evidentissimi nella nostra società con un aumento della prevalenza delle patologie mentali. Anche la qualità della vita della popolazione è molto bassa. La guarigione reale e completa dei nostri pazienti non può prescindere dalla “prescrizione con stile” dove per stile non si intende altro che l’attenzione allo stile di vita dei propri pazienti. Tuttavia l’azione forse più incisiva è quella di raggiungere la persona sana, non esclusivamente quella malata.

Raggiungere il sano significa fare prevenzione primaria, ovvero quella prevenzione che si impegna ad evitare l’insorgenza delle malattie. La prevenzione primaria è rappresentata da una serie di atti messi in opera da ciascuno di noi intesi come cittadini e non solo come medici, allo scopo di prevenire l’insorgenza delle malattie. Questa affermazione è tutt’altro che banale poiché l’attenzione scientifica e mediatica degli ultimi anni si è rivolta, con sempre maggiore intensità, alla fase secondaria della prevenzione, ovvero la possibilità di eseguire una diagnosi sempre più precoce. Questo intento è assolutamente nobile ma rischia di distrarre l’attenzione dalle responsabilità che ogni persona ha nei confronti di sè stesso, del proprio nucleo familiare e della società tutta.

Come vuoi vivere? Bene e a lungo o male e poco?

Dipende da te e dal rispetto per la tua salute psicofisica che è il bene più prezioso che hai.

Siamo quello che mangiamo! Ma siamo soprattutto quello che pensiamo!

 

Dottor  Giovanni  Acampora

giovanni-acampora@virgilio.it

 

 

 

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Salute … nell’aria!

Oggi si parla ancora poco del rapporto salute e ambiente. Nei centri urbani la popolazione è esposta all’inalazione di miscele di agenti inquinanti atmosferici potenzialmente dannosi per la salute. L’apparato respiratorio può divenire l’organo bersaglio di una quantità innumerevole di sostanze tossiche. L’inquinamento atmosferico delle città è responsabile di significative quote di morbosità e mortalità per neoplasie, malattie respiratorie e malattie allergiche respiratorie.

Gli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute possono essere acuti e cronici.

Gli effetti acuti sono dovuti all’esposizione di breve durata (ore, giorni) ad elevate concentrazioni di inquinanti. Gli effetti cronici dell’inquinamento si manifestano dopo un’esposizione prolungata a livelli di concentrazioni anche lievi. Una parte considerevole della popolazione europea che vive in città non respira aria sana, con conseguenze gravi sulla salute. I componenti più abbondanti dell’inquinamento atmosferico nelle aree urbane sono il biossido di azoto, l’ozono ed il materiale particolato (PM). Il materiale particolato atmosferico che costituisce  la componente maggiore dell’inquinamento urbano è una miscela di particelle solide e liquide con diversa origine, dimensione e composizione. Il materiale particolato inalabile che può raggiungere le vie respiratorie inferiori viene definito come PM 10 e PM 2.5 (diametro delle particelle in micron). Il parenchima polmonare umano trattiene il PM 2,5 mentre le particelle di diametro superiore a 5 ed inferiore a 10 micron raggiungono solo le vie aeree prossimali. Il PM costituisce il più serio problema dell’inquinamento atmosferico in molte città ed esso rappresenta la componente dell’inquinamento atmosferico più consistentemente associata con effetti avversi alla salute. L’inalazione del PM è responsabile di 500.000 morti in eccesso ogni anno nel mondo.

L’inquinamento atmosferico  è un problema complesso che richiede l’azione delle autorità pubbliche a livello regionale, nazionale ed internazionale. Con la riduzione dei livelli d’inquinamento si potrebbe contribuire alla diminuzione dell’incidenza delle malattie e ad un calo dell’emissioni di gas che influiscono sui cambiamenti climatici fornendo così altri benefici sulla salute e sull’intero ecosistema.

I principali obiettivi delle politiche ambientali volte alla riduzione dell’inquinamento atmosferico sono i seguenti:

  1. sostanziale riduzione/abbattimento delle fonti d’inquinamento
  2. riduzione dell’esposizione umana mediante il controllo delle emissioni (es. variazioni nei flussi di traffico e diversa localizzazione dei poli industriali rispetto agli aggregati residenziali)
  3. ventilazione più efficiente negli ambienti  indoor

Per  ridurre i rischi della salute causati dall’inquinamento atmosferico è indispensabile un approccio multidisciplinare e multisettoriale in quanto le politiche di prevenzione coinvolgono settori diversi come quello dei trasporti, dell’edilizia, della produzione di energia e dell’industria. Tali obiettivi possono essere raggiunti attraverso interventi sia a livello individuale (limitazione del fumo, minor utilizzo di automobili e moto, uso appropriato di stufe e caminetti a legna, etc.) sia a livello collettivo (normative e sanzioni adeguate) e campagne d’informazione/educazione rivolte alla popolazione per promuovere comportamenti e stili di vita corretti e proteggere dall’esposizione le fasce di popolazione più vulnerabili.

Strategie di prevenzione

Le strategie per ridurre l’inquinamento atmosferico richiedono interventi di natura politica, ma anche i cittadini possono svolgere un ruolo importante nel percorso decisionale e dare un forte sostegno con le loro azioni quotidiane per assicurare la salvaguardia dell’ambiente e della salute.

– Ridurre i consumi energetici: è dovere di ogni cittadino imparare ad utilizzare meglio le risorse disponibili ed evitare gli sprechi, in particolare di energia e acqua. L’attenzione verso i consumi può portare a un risparmio del 30-50% di energia elettrica domestica con ricadute positive anche sull’ambiente. Ad esempio quando si acquistano elettrodomestici è opportuno scegliere quelli a minor consumo energetico. Il costo maggiore è ammortizzato dai minori consumi, con un minor inquinamento.

– Utilizzare i mezzi pubblici, la bicicletta o camminare a piedi contribuisce a ridurre l’inquinamento dell’aria e, favorendo l’attività fisica, può migliorare lo stato di salute.

– Evitare prodotti  spray.

– Raccolta differenziata.

– Ridurre le immissioni di gas tossici.

Non rispettare l’ecosistema sarà molto pericoloso per il futuro delle nuove generazioni.

Dottor Giovanni Acampora

LA FELICITA’ DI UN POPOLO

Come si può fare a misurare lo stato di salute e felicità di una nazione?

Tutti i giorni per misurare il benessere dei cittadini ricorrono al PIL (Prodotto Interno Lordo) come principale indicatore economico dello stato di salute di un paese. Ma è proprio così?

La felicità di una popolazione si misura dalla capacità di produrre materia?

SE NON MISURI LA COSA GIUSTA NON FAI LA COSA GIUSTA.

Il benessere materiale è solo una delle componenti del benessere umano e non assicura affatto che le persone siano in equilibrio con l’ambiente, con gli altri e con se stessi.

Invece del PIL dovremmo parlare di FIL (Felicità Interna Lorda). Lo stato di ben-essere chiamato “felicità” non si lascia acchiappare facilmente. In tanti sospettano, addirittura, che non esista: il peso della vita ci schiaccia, gioia e serenità possono sembrare pure illusioni.

Di felicità parlarono per primi Epicuro e Zenone, due filosofi, per i quali la felicità e la filosofia erano innanzitutto una scelta di vita.

Nel Gattopardo il principe Solina conta le pagliuzze d’oro dei momenti felici, moltiplica, divide, somma e scopre che dei suoi 73 anni ne ha veramente vissuti due – tre al massimo. La felicità è rara, volatile.

Eppure non c’è uomo o donna al mondo che non la cerchi, perché la felicità non è un diritto ma una speranza,una conquista. Nulla è più difficile da misurare della felicità. La crisi economica in atto con i suoi contraccolpi psicologici e sociali è un duro colpo alla felicità personale e collettiva. Anche se non è ovvio cosa sia la felicità individuale, abbiamo tutti un’idea a riguardo ed è qualcosa a cui aspiriamo nella nostra vita. Ma può la felicità di un paese intero  essere misurata? Lo sviluppo deve promuovere la felicità collettiva. La felicità è pluridimensionale ed è basata sul principio dell’interdipendenza. La felicità è una virtù civile, un bene in sé che non perseguiamo per qualche altra finalità. Se siamo infelici, pur vivendo in paesi  sostanzialmente ricchi, è perché abbiamo sacrificato al benessere materiale il tempo e il gusto di vivere per l’ambiente, per gli altri, per se stessi, per il mondo che ci circonda. Il benessere materiale è solo una delle componenti del benessere umano e, da solo, può non renderci, affatto, felici.

La consapevolezza dell’insufficienza dimostrata del PIL a rappresentare l’effettivo ben-essere di una nazione è un dato di fatto. Il PIL misura tutto, eccetto quel che rende la vita degna di essere vissuta.

Come fare a tradurre in una formula statistica quell’impalpabile sensazione di ben-essere che ci fa sentire soddisfatti della nostra vita quotidiana?

Innanzitutto, rendendo partecipi i cittadini stessi, perché il ben-essere obbedisce a tradizioni, a culture diverse da nazioni a nazioni. Ciò che si è contribuisce alla felicità molto più di ciò che si ha. Per trovare la felicità non bisogna cercare negli altri ma in sé stessi, apprezzare i veri valori della vita, non legarsi alla materia.

IMPARA A FARE QUELLO CHE TI PIACE, DOVE TI PIACE, CON CHI TI PIACE E QUANDO TI PIACE.

Dottor Giovanni Acampora

giovanni-acampora@virgilio.it

Prevenzione delle neoplasie: alimentazione ed attività fisica

La terapia oncologica ha compiuto importanti progressi tuttavia si parla pochissimo di prevenzione. E’ dimostrato che l’esercizio fisico, di lieve-moderata intensità, associato ad un appropriato regime alimentare abbia importanti effetti sulla prevenzione della patologia tumorale e determina ricadute positive su chi ne è già affetto. Il cancro è una patologia a genesi multifattoriale e le componenti della dieta che possono influire sul processo di carcinogenesi sono molteplici,differenti e possono agire con effetto sinergico. Abbiamo fattori dietetici di rischio e fattori dietetici protettivi.

Fattori dietetici di rischio:

  1. peso corporeo eccessivo
  2. additivi chimici
  3. contaminanti(pesticidi e i vari inquinanti ambientali)
  4. micotossine
  5. alcool
  6. alimenti e nutrienti(carne rossa e derivati,latte e derivati,grassi animali)

Fattori protettivi:

un elevato consumo di cibi vegetali e frutta è associato a riduzione del rischio tumorale,soprattutto dell’apparato digerente e respiratorio. Per ottenere risultati importanti non basta la semplice dieta ma è necessario un sano stile di vita. La “dieta” non è tale se non parla di attività fisica,di gestione dello stress,di riposo notturno,di ben-essere e di equilibrio corpo-mente.

Una dieta non si limita ad indicare cosa e quanto mangiare,non è un percorso limitato nel tempo. Una dieta deve insegnare,spiegare,costruire un nuovo stile di vita per sempre,deve aumentare le scelte e le possibilità,non limitarle. Prevenire e curare attraverso lo stile di vita significa ripristinare l’equilibrio biologico e l’omeostasi organica. Uno stile di vita più equilibrato deve,innanzitutto,contrastare l’acidosi metabolica latente,ripristinando l’equilibrio acido-base. Si tratta di una condizione fondamentale. La lieve acidosi che s’instaura a causa della cattiva alimentazione, dell’inattività fisica, dello stress, rappresenta il terreno ideale per l’insorgenza del processo infiammatorio cronico che è alla base di tutte le malattie degenerative.

Occorre ridurre lo stress ossidativo per limitare i danni che le cellule ed i tessuti subiscono ad opera dei radicali liberi ed apportare la giusta quantità di tutti i micronutrienti (vitamine, oligoelementi) che, nella moderna alimentazione, sono progressivamente andati riducendosi se non perdendosi a causa dei metodi intensi di produzione. Un’attività fisica moderata e costante rappresenta un importante fattore di protezione nei confronti della patologia neoplastica. I benefici legati ad essa includono il miglioramento della funzionalità cardiovascolare,polmonare,neuro-muscolare e psico-neuro-endocrino-immunologico. La formula migliore per il miglioramento è rappresentata dagli esercizi prolungati nel tempo e di bassa intensità. L’importanza di un’appropriata idratazione è troppo spesso sottovalutata. Il corpo umano è costituito per circa due terzi da acqua. Si dovrebbe assumere acqua (non bibite o alcool) durante tutta la giornata: poca durante i pasti, in abbondanza lontano dai pasti. Il tipo di acqua da assumere va scelto in base alle caratteristiche personali.  In presenza di una funzione renale normale le acque devono essere mineralizzate (residuo fisso elevato) in modo da poter essere sfruttato come fonte di minerali e di oligoelementi. Per contrastare l’acidosi metabolica latente sono da preferire le acque con ph basico. Chi mangia tanta frutta e verdura ha bisogno di poco acqua.

L’alimentazione dovrebbe contemplare principalmente frutta e verdura, a seguire cereali integrali, pseudo cereali, legumi e talvolta pesce o carne bianca. Gli alimenti vanno conditi con olio extravergine di oliva (eventualmente di semi) biologico. Frutta secca e semi oleaginosi vanno assunti con moderazione. Il sale è da evitare o da limitare fortemente, sostituendolo con le spezie. Per ottenere il massimo risultato dall’introduzione della frutta e verdure andrebbero seguite tre semplici regole:

  1. stagionalità
  2. chilometro zero
  3. biologico.

Frutta e verdura dovrebbero rappresentare il 50-70% della quantità di alimenti assunti nella giornata così garantendo l’idratazione e l’alcalinizzazione. La migliore fonte di carboidrati è rappresentata dai cereali integrali. Le proteine possono essere divise in quelle animali (carne, pesce, uova, latte e derivati) e vegetali (legumi come arachidi, ceci, fagioli, fave, lenticchie, lupini, piselli, soia, azuki oppure derivati dei legumi come latte di soia, tofu, tempeh ma anche semi oleaginosi come anacardi, nocciole, noci, mandorle, pistacchi, sesamo, pinoli). I legumi sono validi sostituti delle proteine animali, la combinazione di cereali integrali, che già contengono proteine fino al 10-12%, con i legumi è un alimento completo e bilanciato da un punto di vista aminoacidico. Il consumo di proteine animali deve essere ridotto drasticamente. Le carni rosse e lavorate fanno aumentare i rischi di tumori al colon. La maggior parte dei grassi animali vanno esclusi dalla dieta, vanno preferiti tra i vegetali l’olio di oliva extravergine (spremuto a freddo e biologico) e gli oli di semi di sesamo, di girasole e di lino (quest’ultimo ricco di omega-3) anche questi spremuti a freddo e biologici.

Riappropriamoci di uno stile di vita che consenta all’organismo di mantenere la sua omeostasi, la sua salute ed il suo ben-essere.

Se non fai niente per la tua salute la perderai velocemente e non ti accompagnerà per tutta la tua vita.

Incomincia a rispettarla prima di perderla!

 

Dottor Giovanni Acampora

giovanni-acampora@virgilio.it

Segnali di Salute: Ben – Essere

Sempre più numerosi, in tempi recenti, sono i riferimenti ad un intervento sullo stile di vita come elemento fondamentale non soltanto di prevenzione primaria, ma anche di prevenzione secondaria. Il miglioramento delle condizioni generali ha una correlazione diretta, ormai dimostrata, con l’efficacia dell’intervento terapeutico, ma ne beneficia anche la qualità di vita nella quotidianità, non riferita esclusivamente alla sopravvivenza.

La cosa importante da capire, assodato il principio ”meglio prevenire che curare”, è che l’obiettivo fondamentale della medicina olistica è: guarigione non significa scomparsa del sintomo, bensì recupero del ben-essere generale che si possa esprimere in tutte le manifestazioni della vita. E’ importantissimo imparare ad auto valutarsi. Analizziamo i segnali della salute.

Assenza di stanchezza: molti pazienti riferiscono un vago senso di stanchezza; alcuni hanno la sensazione che, qualunque sia la durata del sonno, al mattino siano più stanchi di quando si sono addormentati. Dal punto di vista fisiologico possiamo immaginare che vi sia un errore nell’utilizzo delle proprie energie. Questo è dovuto ad un’alterazione del ritmo, da quello alimentare a quello del rapporto sonno-veglia, dal funzionamento dell’intestino, all’attività ritmica del cuore e del respiro. Gli errori più comuni che vanno evitati si riferiscono alla qualità dei cibi introdotti, al rispetto degli spazi di riposo dell’apparato gastroenterico, alla circadianità dei ritmi ormonali intrinseci. Non dimentichiamo l’aspetto psicologico che influisce su tutte le funzioni del corpo.

Avere un buon appetito: la ricerca, la preparazione ed il consumo del cibo rappresentano da sempre l’istinto primario alla sopravvivenza. Ultimamente questo percorso si è trasformato sia come atteggiamento dell’uomo nei confronti del cibo sia come disponibilità del cibo stesso. Recuperare il senso dell’appetito significa restituire l’importanza a quella parte del cervello deputata al controllo degli istinti primordiali che viene messa a tacere dai nuovi modelli di vita. Mangiare con ritmicità ed appetito significa evitare cibi raffinati, non prendere in considerazione il cibo spazzatura, alzarsi da tavola con ancora un po’ di fame, in modo da dare alla leptina il tempo di informare l’ipotalamo sul livello di sazietà raggiunto.

Sonno profondo e di qualità:  la qualità del sonno è fondamentale per la qualità della salute. Al suo interno è fondamentale la ritmicità delle R.E.M. e dunque la possibilità di drenare le tensioni attraverso i sogni. Al contrario, un sonno superficiale, disturbato, in presenza di attività neurovegetativa, o con risvegli più o meno frequenti rappresenta il segnale di qualche anomalia che non coincide con lo stato di salute.

Avere una buona memoria: Il primo segnale delle patologie neurovegetative è rappresentato, solitamente, dalla diminuzione della memoria che presenta qualche deficit a breve e medio termine. Questo aspetto della salute va indagato e coltivato suggerendo al paziente esercizi per mantenere la memoria attiva, associando interventi di nutraceutica per migliorare la microcircolazione cerebrale e l’apporto di microelementi, il cui deficit è parallelo alla perdita di qualità del cibo.

Essere di buon umore: E’ fondamentale occuparsi del tono dell’umore del paziente, soprattutto in un periodo in cui, probabilmente, per eccessiva intossicazione del fegato le tendenze depressive o comunque un marcato senso di insoddisfazione della propria vita sono all’ordine del giorno. Possiamo avere un controllo totale dei nostri pensieri: siamo noi che diamo il valore alle cose che accadono!

Elasticità fisica e mentale: per vivere una vita degna è importante concentrarsi sulla cura del corpo e dei propri pensieri. Nel nostro caso il riferimento è all’attività fisica che permette di avere un corpo tonico e reattivo (mens sana in corpore sano) con grande stimolo P.N.E.I. (psico – neuro – endocrino – immunologico), ma anche all’attività mentale che va stimolata in tutte le direzioni, incitando i pazienti ad avere interessi, ad approfondirli, ad avere hobby.

Esercitare il senso di giustizia: è molto importante il senso di giustizia, intendendo con esso l’atteggiamento che ciascuno di noi deve avere col mondo, con gli altri e con l’ambiente. Il senso di giustizia permette di parlare di ambiente (l’unica vera eredità per le future generazioni) di sostenibilità, di rispetto per la terra, di ricerca, di buon cibo, di rifiuto del cibo adulterato, raffinato o allevato con metodi esclusivamente industriali. Parlare di giustizia significa che la patologia non è un fatto solo personale, ma “qualcosa” in grado di coinvolgere i propri cari, altre persone, fino alla società in generale. Molte persone giustificano la scarsa attenzione per la propria salute con la mancanza di tempo. Quando una persona non vive il proprio tempo al massimo delle proprie potenzialità emozionali e non rispetta la propria salute,sta utilizzando il proprio tempo pessimamente.

Il tempo è l’unica cosa che non si potrà mai recuperare.

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
mail: giovanni-acampora@virgilio.it

La sindrome della casa malata

La nostra casa è un vero arsenale chimico. Dal 1969 sono stati notificati almeno 140.000 prodotti chimici destinati alla vendita. La produzione mondiale è passata da un milione di tonnellate nel 1930 ad oltre 300 milioni nel 2005, ciò corrisponde ad una media di circa 50 kg per essere umano all’anno.

I sintomi della sindrome della casa malata si presentano quando il paziente  è a casa  propria, scomparendo o attenuandosi quando esce di casa,ricompaiono quando rientra a casa.

Interessano soprattutto le abitazioni di più recente costruzione nelle quali si attesta che la sindrome possa colpire circa il 10% dei residenti. L’inquinamento all’interno delle nostre abitazioni (arredate con tappeti e piante sintetiche, affollate di detergenti, disinfettanti, deodoranti, adesivi, diffusori di olii essenziali sintetici, vernici, sistemi di riscaldamento) è aumentato fino al punto in cui i livelli di benzene, xilene, tetracloroetilene e molti altri tossici in un interno sono maggiori rispetto agli spazi aperti e inquinati. Questo rende ragione del fatto, a volte, di non trovarsi a“proprio agio”in alcuni alloggi da cui si cerca di uscire il più rapidamente possibile. Dall’anamnesi alcuni pazienti asseriscono che la comparsa dei disturbi  lamentati sia stata in concomitanza di un trasloco in un’altra sede abitativa o di lavoro.

Simile è la “sindrome dell’edificio malato”. Nella nostra società occidentale l’evoluzione del lavoro e degli stili di vita porta a passare la maggior parte della giornata in ambienti confinati. In questi edifici la qualità dell’aria è contaminata da numerosi fattori che vanno ad incidere sulla salute delle persone che vi risiedono.

Le principali sostanze inquinanti  all’interno di un edificio possono essere fatte risalire a tre categorie di fonti:

1) fonti esterne all’edificio;

2) attività svolte all’interno dell’edificio;

3) prodotti  utilizzati, arredi e impianti di condizionamento.

La nocività di questi agenti chimici,fisici e biologici può essere più o meno elevata ma sostanzialmente correlata alla “dose” assorbita e al tempo di esposizione. Molti edifici di costruzione recente si sono rivelati meno salubri di quelli di vecchi a causa di soluzioni apparentemente migliorative quali l’estensivo impiego di materiali dall’elevato rendimento termico e acustico,ma purtroppo insalubri. Da uno studio divulgato dall’OMS è risultato che circa il 40% dei materiali che sono stati usati nell’edilizia negli ultimi 50 anni siano negativi sulla salute.

I sintomi sono aspecifici, ripetitivi e non correlati ad un determinato agente: irritazioni degli occhi, delle vie aeree e della cute, tosse, sensazione di costrizione toracica, sensazioni olfattive sgradevoli, nausea, torpore, sonnolenza, cefalea, astenia. I malesseri avvertibili solo ed esclusivamente durante la permanenza all’interno dell’edificio, possono essere associati a determinate sostanze o settori, oppure generalizzati all’intera costruzione. I sintomi si manifestano in una elevata percentuale di soggetti che lavorano in ufficio (20%), scompaiono o si attenuano dopo l’uscita e non sono accompagnati da reperti obbiettivi rilevanti. L’approccio migliore è quello di tipo bio-psico-architettonico che miri, attraverso la combinazione di diverse discipline professionali al controllo ambientale, al disegno ergonometrico delle costruzioni,nonché dello stress degli utenti.

Ci sono degli accorgimenti che possono contribuire a migliorare la vivibilità e la salubrità dei nostri ambienti domestici e lavorativi:

1) La presenza di alcune piante da interno, come la  Tilllandsia, in grado di catturare e metabolizzare una discreta percentuale di inquinanti. Le piante hanno anche un effetto rilassante.

2) La sauna e l’esercizio fisico favoriscono la “disintossicazione”psico-fisica.

3) Vestire in salute: esistono marchi che garantiscono l’assenza di coloranti, ma anche l’assenza di residui di metalli pesanti, di sostanze cancerogene  o di molecole lipofile (molecole che in acqua si disperdono ma non si sciolgono, formano legami poco stabili con le fibre sintetiche  e vengono facilmente assorbiti attraverso la cute).

4) Utilizzare prodotti naturali e comunque nikel-free  per la detersione dei capi d’abbigliamento.

5) Scegliere cosmetici e detergenti naturali.

6) Utilizzare per gli spazi chiusi vernici ad acqua,arredi in legno e fibre naturali.

Quindi per garantire un’efficace e idonea qualità dell’aria negli ambienti di lavoro e nelle abitazioni è necessario, dunque, controllare accuratamente i materiali di costruzione utilizzati, gli impianti di riscaldamento e di condizionamento presenti, gli arredi usati, i rivestimenti dei pavimenti, delle pareti e dei soffitti impiegati, i materiali per la manutenzione e la pulizia, le modalità d’uso degli spazi, lo stile di vita e di lavoro all’interno degli ambienti stessi.

Siamo quello che mangiamo… ma siamo anche quello che respiriamo!

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
mail: giovanni-acampora@virgilio.it

 

CRESCERE VEGANI SI PUO’?

La scelta vegetariana di alimentarsi escludendo la carne e il pesce o quella vegana che elimina qualsiasi alimento di origine animale è sempre più diffusa anche nelle famiglie italiane.

L’American Dietetic Association, analizzando la letteratura internazionale sulle diete vegetariane e vegane  e le possibili criticità, afferma  che le diete vegetariane–vegane correttamente pianificate sono salutari, adeguate  dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione  e nel trattamento di alcune patologie.

Le diete vegetariane-vegane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale: gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, vecchiaia e per gli atleti.

Infatti, le diete vegetariane-vegane sono spesso associate a numerosi vantaggi per la salute: livelli più bassi di colesterolo ematico, ridotto rischio di cardiopatie, ridotti livelli di pressione arteriosa, più basso rischio di diabete mellito di tipo 2. I vegetariani-vegani tendono ad avere un più basso Indice di Massa Corporea e ridotti tassi di tutti i tipi di cancro.

Le diete vegetariane-vegane tendono ad avere un contenuto di grassi saturi e colesterolo ridotto, e più elevate quantità di fibre, magnesio, potassio, vitamina C, folati, carotenoidi, flavonoidi ed altri fotocomposti. Queste differenze nella composizione nutrizionale possono spiegare alcuni dei vantaggi salutistici negli individui che seguono un’alimentazione vegetariana-vegana variata e bilanciata.

Fondamentale in gravidanza è la qualità degli alimenti, non solo la quantità. Per soddisfare, in gravidanza, il maggior fabbisogno proteico basta mangiare cibi ad alto contenuto proteico: legumi, tofu, temph, frutta secca, semi oleaginosi e cereali integrali.

Nel caso di dieta vegetariana attenzione a non eccedere con latte, formaggi e uova in quanto ricchi di colesterolo.

Nell’impossibilità di alimentare il neonato al seno si possono usare formulazioni di latte di soia e riso.

Con lo svezzamento il bambino passa da un’alimentazione a base esclusiva di latte a quella che sarà l’alimentazione di tutto il resto della sua vita.

Lo svezzamento solitamente inizia verso il 5°- 6° mese (più tardi quando si allatta solo al seno) e si conclude  quando il bambino è in grado di assumere qualunque tipo di cibo solido.

Una dieta vegetariana-vegana deve, nei primi anni di vita, fornire prima di tutto l’energia in più che serve all’organismo del bimbo per la crescita per tale motivo i grassi, in forma di frutta secca e grassi di condimento, non vanno limitati. In una prima fase meglio i legumi decorticati per evitare problemi intestinali. Nello svezzamento vegetariano porre attenzione a non eccedere nei latticini che non vanno proposti ad ogni pasto. Cominciare col brodo vegetale filtrato e poi passare tutte le verdure.

Per quanto riguarda i cereali si comincia con quelli senza glutine: riso, miglio, mais e pseudo cereali (quinoa, amaranto, grano saraceno) e poi gradualmente inserirli tutti.

Tutte le famiglie, non solo vegetariane-vegane, dovrebbero rispettare i fabbisogni nutrizionali del bambino, osservandone la crescita e prestando attenzione a segnali di malnutrizione. Ciò è ancora più vero quando si considera l’ipernutrizione: l’obesità infantile è infatti il maggior problema di malnutrizione infantile.

In questi casi una dieta veterariana-vegana, molto più attenta alla qualità del cibo, potrebbe essere d’aiuto.

Con una dieta vegetariana-vegana equilibrata non si avranno mai carenze e si potrà praticare qualsiasi sport.

Se siamo quello che mangiamo, molte persone si dovrebbero preoccupare di quello che sono!

Il pessimo cibo, da cui siamo circondati, inquina non solo il corpo ma anche la mente.

Mens sana in corpore sano!

Dottor Giovanni Acampora 
giovanni-acampora@virgilio.it