SALUTE E AMBIENTE

Il rapporto con l’ambiente è una delle determinanti fondamentale dello stato di salute di una popolazione. La salute, definita dall’OMS come stato di benessere fisico, psichico e sociale e non la semplice assenza di malattia, è infatti il risultato di una serie di determinanti di tipo sociale, economico, genetico e anche ambientali, e non il semplice prodotto di una buona organizzazione sanitaria. Perciò la prevenzione, finalizzata alla tutela della salute, non può prescindere dalla tutela dell’ambiente.

Molti processi patologici trovano la loro eziopatogenesi in concause ambientali (quali l’accumulo di inquinanti nell’aria, nell’acqua, nel suolo e nei cibi) e ciò deve orientare la promozione della salute anche attraverso scelte di tutela ambientale per garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile.

L’interazione tra salute e ambiente non è solo dovuta ai tossici chimici capaci d’indurre tumori, ma è molto più complessa. Nell’ambiente circolano agenti patogeni microbici e non, che possono causare malattie negli individui suscettibili come infezioni, allergie, intossicazioni o tumori. L’attenzione maggiore nelle nostre società post-industriali e globalizzate viene però giustamente data ai contaminanti chimici e fisici: sostanze liquide, solide o più frequentemente gassose, in grado di produrre effetti dannosi, temporanei o permanenti, sull’uomo,sugli animali e sulle piante. Una parte rilevante al loro interno, spesso sottovalutata, va data ai farmaci che così massicciamente la moderna società produce, utilizza ed elimina nell’ambiente, per uso agrario, veterinario e umano. Da non trascurare gli agenti fisici come radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, naturali o artificiali. Basti pensare, banalmente, all’attuale abuso tra i giovani di lampade abbronzanti, concausa dello sviluppo di tumori alla pelle ed al ben più rilevante uso terapeutico, diagnostico ed industriale dei raggi x, notoriamente cancerogeni.

Vivendo in un ambiente insalubre le insidie a cui l’uomo si espone sono molte e al contempo molto diverse e vanno dalle malattie acute, come intossicazioni, irritazioni o altre sindromi a decorso breve, alle malattie croniche, come le patologie degenerative, quelle cardiovascolari e quelle neoplastiche.

Una delle azioni di politica sanitaria che più facilmente possono essere poste in essere è quella del controllo della catena alimentare. Ricordiamo che l’inquinamento del suolo e delle acque può ripercuotersi sulla salute umana attraverso la contaminazione degli alimenti da parte di pesticidi, erbicidi e inquinanti atmosferici.

Oggi la globalizzazione ha amplificato terribilmente i problemi ambientali e di salute pubblica, al punto che il rischio dell’uomo di contrarre  una malattia di origine ambientale, sia infettiva che non, può trasferirsi rapidamente  da una parte all’altra del globo terrestre.  Molte industrie si delocalizzano, non solo per mano d’opera a basso prezzo ma anche per i minori controlli sulla qualità del prodotto, sulle immissioni nell’atmosfera, sugli scarichi tossici industriali.

I fattori di rischio ambientali sono molto importanti in genere, ed importantissimi in particolare nei tumori.

Ma le malattie sono in realtà il risultato di una sinergia di variabili: stile di vita, professione e, ovviamente, predisposizione genetica e livello di organizzazione sanitaria.

L’UNICA VERA EREDITA’ PER LE FUTURE GENERAZIONI E’ NON CONTINUARE  A DISTRUGGERE L’AMBIENTE!

L’UOMO E’ L’UNICO ANIMALE CHE DISTRUGGE L’AMBIENTE DOVE VIVE… E’ IL PEGGIOR PARASSITA!

SALVAGUARDIA L’AMBIENTE E SALVERAI TE STESSO!

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
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cell: 3392037673

 

EMOZIONI – TERAPIA

Fondamentalmente all’origine del processo patologico c’è un difetto: un blocco nella rete di comunicazione, di conseguenza, una guarigione per essere efficace deve coinvolgere l’intero sistema corpo/cervello. Deve perciò affermarsi un nuovo paradigma della guarigione, in realtà non si può più pensare di lasciare fuori da questi processi la mente, le emozioni. Le emozioni non sono solo nella testa e nel cervello,ma sono anche nel corpo,si esprimono in esso e ne fanno parte. Sono energia e informazione,ma anche molecole. Gli studi sul benessere mostrano che le emozioni sono, sì parte del campo informativo, dell’energia informativa corporea, ma trascendono la guarigione/salute del singolo per riversarsi su tutto l’ambiente che lo circonda. In altre parole le emozioni  sembrano “saltare” da una persona all’altra, da un corpo all’altro, da una cultura all’altra, sono planetarie e questa loro natura di transizione, dal microcosmo al macrocosmo, è un aspetto di estremo interesse. Conoscere le emozioni, controllarle, lasciarle fluire è la chiave per dare vita al cambiamento  globale oggi necessario, quel “global shift” che rappresenta il futuro. Con analogia possiamo dire che come la luce bianca è composta da uno spettro di colori, così le emozioni sono uno spettro di posture del corpo, comportamenti e stati fisiologici che percorrono l’intero sistema mente/corpo , riflessi nella muscolatura, ogni livello dell’accesso neuronale e della mente/corpo che cambiano continuamente, specialmente nei soggetti  più sani. Gli esseri umani hanno quindi un amplissimo raggio di potenzialità, comportamenti, emozioni. Queste ultime sono la chiave di tutto, il ponte fra mondo spirituale e molecolare e creano anche stati alterati di coscienza.

Ognuno di noi non presenta solo comportamenti differenti, ma anche memoria e corpi di guarigione differenti, e tutta la luce che fluttua intorno e sui nostri corpi può essere diversa nei diversi punti. Bisogna tornare quindi a ciò che funziona: la prevenzione, prendersi cura di sé, seguire le emozioni positive, praticare uno stile di vita e una dieta sani. Essere centrati, cioè non focalizzarsi sugli estremi ma valorizzare l’omeostasi, imparare l’amore in tutte le sue varianti, la forma più avanzata di conoscenza umana.

Infine, la salute ha bisogno della “relazione”: per essere integralmente sani la nostra biologia richiede che siamo in relazione con gli altri ma soprattutto con noi stessi.

Amore, compassione e relazioni sono emozioni positive fondamentali e possono aiutarci a guarire. Da questa scintilla può avviarsi il cambiamento.

La vita è meravigliosa, basta poco per essere felici!

La vita è come un supermercato: sei tu che decidi cosa prendere e mettere nel carrello. Stai attento a quello che prendi perché quando arriverai alla cassa dovrai pagare. Se hai preso cose stupide ed inutili le pagherai lo stesso. Così avrai sprecato il tuo tempo per goderti la vita!

Il tempo è la risorsa più importante che hai, utilizzalo, impegnalo, consumalo, VIVILO!

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
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Alimentazione e gravidanza

Un’attenzione particolare deve essere data all’alimentazione sia prima della gravidanza, sia durante, sia nel periodo dell’allattamento. La madre ha bisogno di più sostanze ed energia per dare vita ad un altro essere umano e di un sangue rigenerato ed ossigenato per creare una base solida su cui il bambino possa costruire i tessuti, gli organi e gli apparati che l’accompagneranno nella crescita.

Questa è la prima prevenzione: rafforzare il sistema immunitario, il sangue, invece di offrire dall’esterno aiuti che si sostituiscono a lui e che a lungo andare vanno ad indebolirlo invece che rafforzarlo. Altrettanto importante è l’attenzione alimentare anche prima del concepimento, periodo in cui si prepara l’organismo sia per quanto riguarda la qualità del sangue, sia per la messa in riserva delle sostanze che saranno utili durante i nove mesi di gravidanza.

Si sta ora iniziando a studiare la correlazione fra infertilità, poliabortività ed alimentazione. E’ stato ipotizzato infatti un nesso fra questo problema sempre più diffuso e la celiachia, altra patologia alimentare in aumento. Si è visto come in donne obese la riduzione di peso abbia portato ad un cambiamento, in un tempo relativamente breve, della loro ricettività. In altri casi si è valutato la possibilità che diete ricche di latticini e prodotti da forno producessero un muco denso a livello genitale che rendesse più difficile sia la discesa dell’ovulo verso l’utero, sia la risalita degli spermatozoi verso l’alto. Si è visto poi da tempo come una carenza di vitamina E possa incidere nelle difficoltà a procreare. Sono in corso studi per valutare la presenza di estrogeni nella nostra alimentazione e l’aumento di infertilità.

Se noi pensiamo  che in circa quattro mesi i globuli rossi vengono rinnovati completamente, un’alimentazione più attenta può rigenerare completamente al meglio il sangue. Per questo motivo iniziare a modificare il proprio modo di mangiare già prima della gravidanza può essere molto utile.

Cereali 50-60%. La forma in cui è meglio mangiarli è quella integrale. Andrebbero variati il più possibile dando la precedenza soprattutto a quelli in chicchi come il riso, l’avena, l’orzo, il miglio, il grano saraceno (pseudo-cereale come la quinoa e l’amaranto), la segale, il farro, il boulgur. Ognuno, naturalmente, ha delle proprietà e qualità differenti per cui più si variano più si apportano all’organismo nutrienti ed energie diverse.

Verdure biologiche 20-25%: sia cotte che crude. Le verdure crude, soprattutto d’inverno, dovrebbero essere limitate per la loro natura fredda e tagliate fini o ancora meglio pressate in modo da diminuire il contenuto di liquidi che in inverno raffredda ed indebolisce.

Proteine 15-20%: per lo più si dovrebbero scegliere quelle vegetali fra cui legumi, una volta la settimana, il tofu, un’altra volta il seitan,un’altra i legumi fermentati come il tempeh. Le proteine animali possono essere introdotte occasionalmente secondo le abitudini e i desideri di ogni donna. Fra queste sono da preferire i pesci di piccola taglia.

Frutta biologica di stagione a richiesta.

SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO …… GIA’ PRIMA DI NASCERE!

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
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BEVI LATTE … CHE FA MALE!

L’uomo, sicuramente, sta contribuendo a produrre sempre più cibo spazzatura. Sempre più quantità e meno qualità.

L’uomo è l’unico mammifero che dopo lo svezzamento beve latte per tutta la vita. Generalmente il latte è considerato un alimento sano e completo, per cui molti genitori lo propongono ai loro figli anche quando lo rifiutano. La fantasia delle agenzie pubblicitarie ingaggiate dalle industrie lattiero-casearie non ha limiti nel cercare bellissime e coloratissime favole intorno ai loro prodotti. Queste favole però c’impediscono di vedere una realtà che invece dovremmo conoscere, fosse solo per il legittimo diritto-desiderio di conoscere la verità per poi decidere.

Dietro la dietetica c’è un grosso business: moltissimi lavori ”scientifici” sono finanziati da multinazionali del settore, quindi tendono ad indirizzare i risultati degli studi al profitto dell’azienda. (Non c’è mai stato uno studio negativo alla presentazione dei medicinali ma come mai molti farmaci vengono ritirati dal commercio per effetti tossici?)

Il business alimentare è riuscito a condizionare il sistema al punto che si pensa che senza latte e derivati le nostre ossa andrebbero incontro ad un osteoporosi  ingravescente.

Come si spiega che l’osteoporosi è più frequente nei paesi dove è più alto il consumo di latte e derivati? Nessuno affronta questo problema! … LA MALATTIA CONVIENE!

Quanto latte è italiano? In Italia arrivano ogni giorno milioni di litri di latte in autobotti, da dove? Chi l’ha prodotto e con quali regole di rispetto della natura e degli animali?

Il latte delle mucche al pascolo è un’utopia. Oggi è un cocktail chimico: analgesici, antibiotici, ormoni, pesticidi, diserbanti, fertilizzanti, micotossine. Abbiamo perso l’istinto profondo garante del nostro equilibrio e del nostro interesse vitale, in questo modo ci siamo abituati ad un’alimentazione quantitativa e non qualitativa. Consumiamo tutti i prodotti lattieri e ne abusiamo, senza guardare oltre l’immediata soddisfazione dei nostri bisogni.

Non è facile liberarsi delle abitudini alimentari, per molti è difficile cambiare dieta. Ma se esistono delle leggi in natura qualcuno sicuramente sta sbagliando trascurando il fatto che le leggi naturali, contrariamente a quelle umane, non ammettono deroghe.

Il latte di donna è sempre fresco e batteriologicamente puro, mentre ogni tipo di latte non umano deve subire un processo di “cottura” ad alte temperature che ne distruggono microrganismi nocivi, ma anche i microrganismi buoni e le vitamine. Latte a lunga scadenza uguale a cibo morto.

Il latte è specie specifico, contiene non solo tutti i nutrienti nelle proporzioni ottimali per la crescita, ma anche sostanze enzimatiche ed anticorpi che hanno la funzione di aumentare le difese immunitarie.

NESSUN MAMMIFERO CONSUMA LATTE  DI  UN’ALTRA SPECIE!

Basta analizzare la composizione del latte materno e del latte vaccino per rendersi conto che il latte di mucca non è adatto per l’essere umano.

Composizione del latte materno e del latte di mucca:

Latte di donna:                                                        Latte di mucca:

Proteine  0,9 gr/100 ml                                           Proteine  3,6 gr/100 ml

Lattosio  7,2 gr/100 ml                                            Lattosio 4,9 gr/100 ml

Grasso 3,5 gr/100 ml                                                Grasso 3,5 gr/100 ml

Dal confronto della composizione chimica dei due tipi di latte si può notare come il latte materno ha un contenuto ridotto di proteine rispetto al latte vaccino, tradotto in percentuale il latte di mucca ha il 400% in più di proteine, quindi un sovraccarico enorme per i nostri reni.

La proteina caseina è il 35% delle proteine nel latte di donna (0,31 gr in 100 ml) e l’80% in quello di mucca (2.88 gr in 100 ml), oltre il 900% in più! Provate ad immaginare sale e zucchero (alimenti che vanno razionalizzati) in quantità 900% in più nella vostra alimentazione. La caseina è una proteina che tende a coagulare, irritante, infiammante, allergizzante, causa di un aumento della produzione di muchi. Il latte di donna è più ricco di lattosio, necessario nei primi mesi per lo sviluppo del cervello, ma poi perdiamo l’enzima lattasi e cominciano i problemi gastrointestinali: gonfiori, dissenteria, coliti, perché non riusciamo a digerirlo.

I grassi presenti hanno la stessa percentuale ( 3,5 %), ma il rapporto saturi/insaturi è nel latte di mucca a favore di quelli saturi e così favorisce il loro accumulo: arteriosclerosi.

Il calcio, di cui tanto si parla, è in eccesso nel latte vaccino ( 1330 mg nel latte di mucca contro i 370 mg di quello di donna). Questa quantità enorme ( 400 % in più) se il nostro organismo non riuscisse a tamponarla potrebbe creare anche grossi problemi cardiocircolatori. Per bilanciare l’eccesso il corpo l’elimina o lo deposita, quindi aumentano i rischi di calcoli ed arteriosclerosi.

MOTIVI PER ELIMINARE  IL LATTE VACCINO:

– Ogni animale ha il suo latte.

– Eccesso di proteine.

– Eccesso  di grassi saturi.

– Povero di lattosio.

– Presenza di ormoni, pesticidi, diserbanti, fitofarmaci, antibiotici, micotossine.

– Cibo molto allergizzante (sempre più persone sono allergiche-intolleranti al latte di mucca).

– Facilita l’osteoporosi

– Facilita l’arteriosclerosi e malattie cardio-vascolari

– Facilita i calcoli

– Facilita cisti e tumori al seno, ovaie e prostata

– Basso contenuto di ferro

– Elevato contenuto di calcio

– I formaggi stagionati sono fonte di crisi ossidative, intenso sviluppo di radicali liberi

– Provoca infiammazioni della mucosa intestinale, ciò aumenta la permeabilità della stessa e l’intestino perde la sua funzione, fondamentale per la nostra salute, di filtro e ciò facilita le malattie autoimmuni

– Dopo i due anni la lattasi perde progressivamente la sua funzione

– E’ un cibo acidificante per il nostro corpo. I cibi acidificanti fanno aumentare le malattie degenerative.

– Il latte scremato causa più danni di quello intero, perché diminuendo la percentuale di grassi aumenta ancor di più la percentuale calorica delle proteine.

Immaginate di mettere un carburante sbagliato in un motore… Le conseguenze sarebbero disastrose! La colazione dei vostri figli è fondamentale fin dai primi anni di vita, ma non col latte vaccino!

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
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Ansia da prestazione sportiva ed esistenziale

L’ansia è una sensazione anticipatoria di tensione psichica legata all’aspettativa di un evento investito di significati particolari e vissuto come potenzialmente pericoloso, pericolo creato dalla propria mente ma in realtà non esistente oggettivamente o notevolmente meno minaccioso.
Si annoverano qui tutte le paure legate alla svalutazione del sé : “Non sono capace”, “Non sono in grado..”, “ Ho paura di non farcela”, “ Io non ci riuscirò mai…”. Frasi queste che dette con convinzione minano alla radice la fiducia nel proprio potenziale che per sua natura è illimitato.
La formazione è la “coltivazione” di questo sentimento, fiducia in sé, permette di sentire al massimo lo stato vissuto nel soddisfare i propri bisogni e quindi di riconoscere e apprezzare le cose positive del mondo in cui siamo inseriti, come un posto buono e piacevole da godersi alla grande. Questa condizione dà un senso di sicurezza che permette di gestire e affrontare le situazioni più difficili e cariche di tensioni. Invero quando questo sentimento viene frustato, inibito, ostacolato tutto diventa più difficile.
Quando si insinua il vissuto della sfiducia nelle proprie capacità, associato nel crescere a una scarsa autostima, tutto diventa esageratamente gravoso.
In quei casi l’ansia, da reazione fisiologica che entra in gioco preparando alla fuga o all’attacco, frena la reazione istintiva sabotando sé stesso.
A questo punto quando la svalutazione prende il sopravvento, la persona si concentra solo sugli aspetti percepiti come maggiormente minacciosi, valutando in modo irrealistico e irrazionale la realtà, fino a catastrofizzare la situazione o la persona che si sta affrontando.
L’ansia è il disagio psicologico più fisico che ci sia e spaventa soprattutto la tendenza a svalutarsi. E’ il nostro sistema di valori e gli schemi di pensieri che fanno scattare la reazione ansiogena.
Se queste interpretazioni della realtà si distanziano troppo dalla situazione che dobbiamo affrontare subentrano le reazioni di evitamento della situazione stressante o continuiamo ad attivare un sistema patologico PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologico) determinando così il nostro danneggiamento esistenziale.
Terapia: Rendere le persone consapevoli di ciò che sono e cosa possono fare dà nutrimento al bisogno primario senza il quale tutto diventa complicato, mi riferisco al bisogno di sicurezza. Recuperare e dare forza a questo sentimento rende tutto più facilmente gestibile. Allora, l’ansia diventa l’alleata che non spaventa né rende insicuri, è la sfida che affrontata stimola a dare il meglio di sé.
La consapevolezza dà potere alla persone, soprattutto se ad alimentarlo ci sono credenze e convinzioni potenzianti, queste rendono possibile realizzare ciò che la persona con determinazione si prefigge.
Esistono persone speciali che trasformano le loro intuizioni ed idee in progetti e con la sensibilità e la determinazione trasformano il progetto in realtà.
L’assenza dell’evidenza non è l’evidenza dell’assenza!
Impara a vivere e a godere al massimo la vita con quello che hai.

 
Dottor GIOVANNI ACAMPORA
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Alimentazione e Salute: Interferenti Endocrini

L’equilibrio ormonale è fondamentale per la crescita e lo sviluppo.

Un Interferente Endocrino (IE) con un determinato meccanismo (per esempio una sostanza ad azione estrogenica come il BPA) può indurre effetti diversi nei maschi e nelle femmine; pertanto la valutazione degli IE deve tenere conto della suscettibilità legata all’età ed al sesso. Una specifica attenzione va rivolta ai bambini che hanno una maggiore vulnerabilità generale.

Gli  IE sono un problema di sanità pubblica: un numero crescente di studi epidemiologici indica che le persone più esposte hanno un maggior rischio di patologie riproduttive (infertilità, abortività, endometriosi) e disturbi pediatrici (alterazioni neuro comportamentali, pubertà precoce), mentre emergono possibili associazioni anche con il diabete di tipo 2 ed alcuni tipi di cancro (testicolo e mammella).

Gli IE sono sostanze chimiche caratterizzate dalla capacità di alterare l’equilibrio ormonale degli organismi, essere umani compresi. Gli IE possono modificare una o più componenti  della rete dei segnali rappresentata dal Sistema Endocrino con effetti insidiosi a carico di svariati organi e tessuti. Gli IE comprendono sostanze molte diverse che si possono raggruppare in quattro grandi gruppi:

  • Contaminanti che persistono nell’ambiente e si concentrano negli organismi viventi, e quindi negli alimenti: ritardanti di fiamma, bromurati, composti perfluorati ( come PFOS),perfluorotansulfonato e PFOA, acido perfluoroittanoico e le diossine ( tra gli interferenti endocrini più potenti ), vengono prodotti dai processi di combustione.
  • Diversi pesticidi sono IE ( fungicidi come i triazoli e i dicarbossimidi, erbicidi come le triazine)
  • Altri IE sono sostanze largamente usate in prodotti di consumo: additivi delle plastiche ( alcuni ftalati, bisfenolo A, BPA), conservanti ( alcuni parabeni) .
  • Sostanze naturali. Alcune, come la micotossina zearalenone sono del tutto indesiderabili; altre, invece, sono componenti bioattive presenti nella dieta, come i cosiddetti fitoestrogeni ( la genisteina della soia) ed addirittura nutrienti essenziali come lo iodio o il selenio. Per queste sostanze è soprattutto opportuno  valutare il rapporto rischio beneficio.

L’esposizione ad IE è imputata come responsabile dell’aumento di rischio per l’incremento di disturbi della riproduzione maschile (oligospermia, cancro dei testicoli). L’esposizione in utero a fattori che inducono iperestrogenizzazione ed ipoandrogenizzazione altererebbe lo sviluppo funzionale dei testicoli. L’esposizione agli IE clorurati persistente avviene in massima parte attraverso matrici comuni  ( soprattutto alimenti di origine animale con elevato contenuto lipidico: latticini, carne suina, pesci grassi) e gli stessi composti sono presenti nel tessuto adiposo animale e umano come miscela.

Gli IE aumentano il rischio di obesità interagendo con l’omeostasi tiroidea e steroidea nonché con i recettori nucleari  PPAR, importanti per la regolazione del metabolismo energetico e della differenziazione degli  adipociti e che rappresentano uno specifico bersaglio degli ftalati.

I pesticidi vengono usati massicciamente nell’agricoltura per aumentare la produzione alimentare, sempre più vanno incontro a limitazioni d’uso e divieti grazie all’accumulo di dati scientifici sulla loro tossicità. Questi gruppi di pesticidi vengono gradualmente sostituiti con altri, identificati come “meno tossici” sulla base di dossier predisposti dall’industria (?) in risposta alle richieste dell’autorità regolatoria.

CI POSSIAMO FIDARE?????

La prevenzione dei rischi da IE, infatti, è un esempio paradigmatico del concetto di “sicurezza alimentare sostenibile”: la tutela della salubrità del cibo di oggi è determinante per la salute delle generazioni future. Se in Europa e negli altri paesi industrializzati l’uso dei pesticidi è regolamentato, ben diversa è la situazione in molti paesi in via di sviluppo dove le regole sono scarse o non applicate e si usano anche pesticidi vietati (come gli organo clorurati derivati del DDT).

Ci sono tre scenari principali di esposizione umana ai pesticidi:

  • Esposizione lavorativa, tipicamente per via inalatoria e cutanea.
  • Esposizione residenziale (aria, acqua, suolo)
  • Esposizione diretta a residui negli alimenti trattati (frutta ed ortaggi), cui si può aggiungere l’esposizione alimentare indiretta per la presenza di residui nei foraggi. Il cibo può essere contaminato da pesticidi utilizzati durante la produzione agricola, ma anche durante il trasporto o la conservazione: questi due aspetti sono particolarmente rilevanti per il consumo di alimenti vegetali “fuori stagione” e/o “a filiera lunga”, cioè importati da aree distanti.

Un dato allarmante è la crescente presenza (circa il 20%) di campioni con residui multipli di pesticidi diversi (addirittura anche più di 20). Gli alimenti per bambini, secondo le direttive comunitarie, fino a tre anni dovrebbero essere privi di residui di pesticidi, e dopo?… Ci possiamo avvelenare!

Gestire e ridurre i rischi per la salute derivati dagli IE richiede un forte legame fra incremento della conoscenza (ricerca ed innovazione) ed intervento, sia normativo sia sul territorio.

La presenza sul mercato di prodotti che possano mettere a repentaglio la salute non è più accettabile ove esistano soluzioni alternative.

Non aspettiamo che siano gli altri a difenderci  …

FACCIAMOLO NOI!

Dottor GIOVANNI ACAMPORA
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TRAUMI SPORTIVI

Il 4% circa di tutti gli sportivi subiscono un incidente all’anno durante l’allenamento (25%) o durante le competizioni (75%). Le cause possono essere sia endogene sia esogene. Per la maggior parte si tratta tuttavia di una combinazione di più fattori.

Cause Esogene:

  • clima freddo
  • insufficiente riscaldamento
  • terreno
  • scarpe
  • alimentazione sbagliata

Cause Endogene:

  • condizione di allenamento insufficiente
  • stanchezza psicologica e fisica
  • stati di carenza dovuti all’alimentazione
  • lesioni non completamente guarite
  • fase di rigenerazione troppo breve dopo uno sforzo considerevole

Per prevenire le lesioni sportive si consiglia,in generale,un accurato programma di allenamento. Nella fase iniziale l’allenamento dovrebbe includere una sufficiente fase di riscaldamento. A seconda della misura e dell’intensità del carico l’allenamento deve intensificarsi lentamente. Fondamentalmente,per tutti coloro che iniziano un’attività sportiva,si consiglia un esame medico approfondito che deve essere ripetuto a intervalli di tempo regolari. In caso di lesione sportiva (non chirurgica) degli organi di portamento e di movimento si procede secondo lo schema P.A.C.

  • P = Pausa,interruzione dell’attività sportiva,esame per determinare il danno.
  • A = ”acqua”ghiacciata,immediato raffreddamento: bendaggio compressivo con ghiaccio (non adatto per  ferite aperte)
  • C = compressione,fasciatura con pressione e tensione moderata.

A questo seguono ulteriori analisi e diagnosi per stabilire la terapia più adeguata. Le lesioni sportive si manifestano solitamente con gonfiore, dolore e limitata mobilità della zona colpita. In funzione del tipo di lesione si devono considerare le misure fisioterapiche,farmacologiche ed operative. Una lesione porta all’accumulo extravasale di sangue e liquido corporeo nel tessuto connettivo interstiziale. La quantità di carico linfatico non fisiologico che viene così a crearsi provoca dei disturbi di permeabilità che mantengono il gonfiore ed è causa di dolore per il rilascio di mediatori. Per accelerare la guarigione è fondamentale agire sul carico linfatico sia con misure fisioterapiche che con ottimi  rimedi naturali, che riducendolo favoriscono ed accelerano il processo di guarigione. Ma, come è giusto che sia, l’importante è prevenire e non curare. Quindi oltre a fare molta attenzione ai fattori esogeni ed endogeni che possono favorire gli incidenti sportivi impariamo ad usare prodotti della medicina naturale (no doping) che servono a ritardare la degenerazione dei nostri  tessuti, facendo sì che la nostra vita sportiva sia quanto più lunga possibile. Quello che conta, per noi amatori dello sport, non è la prestazione in assoluto ma la durata nel tempo delle nostre prestazioni sportive.

Buona corsa trail a tutti.

Dottor Giovanni Acampora